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giovedì 27 febbraio 2020

Milano di Primavera: scopriamola tra una riunione e l'altra

(credits: ELE Casula)
Milano è la metropoli europea piĂ¹ amata dal mondo business, in Italia sicuramente un po' tutti ci si va diverse volte l'anno per motivi differenti. Scoprirla di primavera è pur sempre un incanto: clima mite, giornate soleggiate non troppo calde rendono una passeggiata tra i Navigli o le vetrine molto piĂ¹ affascinante.

Prima di tutto scegliere un Deposito bagagli a Milano via Day Break Hotels dove poter lasciare diverse ore trolley e laptop per lanciarsi alla scoperta della bella metropoli.

3 luoghi di Milano quasi sconosciuta

Alcuni luoghi di Milano, come il Duomo con le sue eleganti guglie, sono noti ovunque mentre altri un po' meno.
Indubbiamente leggendo i nostri curiosi consigli si scoprirĂ  che no la Milano vera non la si conosce.

1.     Torre Branca, Parco Sempione, viale Luigi Camoens 2 è uno stupendo esempio di architettura. Le sue origini sono datata 1933. A volere Torre Branca è stato Mussolini. Il progetto, facile da intuire, è di GiĂ² Ponti. Ben 99 metri di altezza, un recente ascensore ne agevola la scalata e dall'alto si possono ammirare  il parco Sempione, l’Arco della Pace, il castello Sforzesco, lo skyline dietro l’Arena Civica e tanti altri dettagli.
2.     Murales via san Calimero. Una location particolarmente artistica e demodè. Da ammirare se si adora l'a street art. Ci si arriva facilmente da  Corso di Porta Romana. In via San Calimero si possono notare le  scritte nere e rosse ma anche un muro di un convento decorato con i ritratti e le citazioni dei personaggi milanesi (i: Alda Merini, Enzo Jannacci, GiĂ² Ponti, Franca Rame, Luchino Visconti, Carlo Emilio Gadda, Gian Maria VolontĂ©, Mariangela Melato.
3.     Albergo Diurno Venezia In piazza Oberdan. A metĂ  della scalinata per scendere alla metro si nota una porticina, quasi un varco spaziotemporale. Se si è fortunati e la si trova aperta ci si ritrova negli anni Venti con un solo salto. Era questo un luogo di riposo e di stop per i viaggiatori del tempo oggi perfettamente conservato. Da vedere.

(credits: ELE Casula)

Milano da assaggiare

Talvolta non si fa in tempo a conoscere la cittĂ  ma dopo aver scelto l'apposito deposito bagagli ci si puĂ² almeno fermare ad assaggiare qualche piatto tipico meneghino.  Non tutti sanno e all'ombra della Madunina si mangia veramente bene? Cosa? Piatti semplici e della tradizione italiana.
·       Ossobuco con risotto: un must per chi ama la cucina tradizionale. Una base di risotto giallo allo zafferano ed Ossobuco cosparso di Gremolata.
·       Risotto alla milanese: piatto semplice diventato ormai la base di tante ricette ma assaporare l'originale val sempre la pena.
·       Mondeghili: polpette fatte di carne cotta,a cui viene aggiunto mortadella o salame, possibilmente di fegato fritti nel burro.
·       Cotoletta alla Milanese: la classica e bella cotoletta di vitello, alta, con l’osso impanata e fritta nel burro.

giovedì 24 ottobre 2019

World Pasta Day: un viaggio nell'Italia della pasta, tra storia e curiositĂ 

Amata in ogni sua forma, corta o lunga che sia: è la pasta, un primo piatto reso celebre dall’Italia e apprezzato in tutto il mondo. Ma anche all’interno dei nostri confini, sono tante le sorprese che puĂ² regalare la pasta: la nostra penisola, infatti, è ricca di specialitĂ  regionali, di tante tipologie che si differenziano per forma, lunghezza, grana e preparazione. In occasione del World Pasta Day, il prossimo 25 ottobre, Volagratis.com ha percorso il Bel Paese da nord a sud per un viaggio nel gusto alla scoperta dei tipi di pasta tipici di ogni regione italiana, dai bigoli veneti fino ai malloreddus sardi.

Ecco una selezione di 8 tipi di pasta, per tutti gli altri il viaggio continua su Volagratis.com.

Bigoli, Veneto

Tipici della cucina veneta, ma diffusi anche in alcune aree della Lombardia, i bigoli (o bigoi, in dialetto) sono una pasta lunga e ruvida, ideale per primi piatti dai sughi abbondanti. Pare siano nati a Padova nel 1600 dall’idea di un pastaio che aveva brevettato il macchinario per farli, mentre il loro nome deriverebbe dal termine dialetto “bigĂ t”, ossia bruco: forma e spessore ricordano proprio il piccolo animale.

Come provarli: dal piĂ¹ tipico ragĂ¹ d’anatra fino ai sapori del veneziano o del rovigotto come i bigoi in salsa, preparati con sardine o acciughe e cipolla.

Pizzoccheri, Lombardia

Il paese di Teglio, in Valtellina, puĂ² vantare l’invenzione dei pizzoccheri: simili alle tagliatelle spesse di colore scuro,  si preparano con farina di grano saraceno, a cui si deve il loro colore grigio. Il loro nome sembrerebbe derivare dalla radice "pit" o “piz”, con il significato di “pezzetto”, oppure dalla parola pinzare, cioè schiacciare, riferito alla forma schiacciata della pasta. Altre ipotesi farebbero risalire la parola pizzoccheri al longobardo "bizzo", ovvero “boccone”.

Come provarli: nella ricetta tradizionale la pasta viene cotta insieme a patate e verze e poi condita con del burro fuso insaporito all'aglio e con il Casera, un formaggio di latte vaccino proveniente dalla provincia di Sondrio.

Agnolotti, Piemonte

Gli agnolotti sono una specialitĂ  di pasta ripiena tipica delle province di Asti e Alessandria, nella zona del Monferrato, in Piemonte. Sono sfoglie di pasta all’uovo di forma quadrata, ripiene di carne arrosto di maiale, coniglio e vitello. Per quanto riguarda il nome, secondo la tradizione popolare deriverebbe da quello di un cuoco monferrino, Angiolino, detto AngelĂ²t, che avrebbe formulato la ricetta.
Come provarli: vengono tradizionalmente servite in brodo o condite con sugo di arrosto o ragĂ¹ di carne.

Cappelletti, Emilia Romagna

In Emilia Romagna un tipo di pasta tipico sono i cappelletti: le sue origini sono ottocentesche ed il nome deriva dalla loro caratteristica forma che ricorda, appunto, quella di un cappello. I cappelletti si preparano tagliando a cerchi o a quadrati la sfoglia di pasta all’uovo farcita con un delizioso ripieno a base di carne o di formaggi. I cappelletti erano considerati simbolo di ricchezza ed opulenza e le famiglie piĂ¹ umili si concedevano questo piatto soltanto durante le festivitĂ , come Natale: per questo, augurare “cappelletti in tavola” significava auspicare prosperitĂ .
Come provarli: in brodo o conditi con ragĂ¹ di carne di maiale.

Bucatini, Lazio

I bucatini, tipici della tradizione laziale e in particolare romana, sono una pasta lunga caratterizzata da un foro nel mezzo realizzato grazie all’uso di un bastoncino con sezione tonda o quadrata. Pare che il bucatino fosse uno dei tipi di pasta piĂ¹ amati da Gioacchino Rossini e che il musicista avesse commissionato la realizzazione di una siringa d’argento creata appositamente per riempirli al meglio, soprattutto con il fegato d’oca, uno dei suoi cibi preferiti.

Come provarli: oggi si possono preparare con tanti sughi diversi, ma, se si viaggia nel Lazio, non si puĂ² non assaggiare un piatto di bucatini all’amatriciana, con guanciale e pomodoro.

Paccheri, Campania

Originari della tradizione napoletana, i paccheri sono un tipo di pasta semola di grano duro simili ai maccheroni, ma molto piĂ¹ grandi. Il termine deriva dal greco antico (“tutto mano”) che rimane nella lingua italiana come “pacca”, cioè lo schiaffo dato a mano aperta, ma senza ostilitĂ : la pasta infatti ha una taglia superiore alla norma ed è generalmente accompagnata da condimenti saporiti.
Come provarli: in genere vengono accompagnati da sughi corposi, come il ragĂ¹, e possono anche essere farciti con la ricotta. Una ricetta tradizionale campana sono i paccheri alla sorrentina, conditi con un sugo a base di pomodori san marzano, mozzarella, caciocavallo, peperoncino, olio e basilico.

Orecchiette, Puglia

Tipiche della Puglia e della Basilicata, le orecchiette si preparano con farina, acqua e sale. La forma ricorda quella di piccole orecchie, da cui deriva appunto il nome; in dialetto barese sono tuttavia note anche come "L strasc'nat", termine che ricorda il metodo di preparazione con cui la pasta prende forma quando viene strascinata sul tavolo di lavoro. Le origini delle orecchiette tuttavia sono incerte: secondo alcuni provengono dalla Provenza e sarebbero state introdotte in Puglia dagli Angioini nel 1200, altri invece sostengono che si siano diffuse grazie alla dominazione svevo-normanna nel territorio di Sannicandro di Bari.
Come provarle: si condiscono con le cime di rapa, con un sugo di pomodoro al basilico, con la ricotta o con lo spezzatino di carne.

Malloreddus, Sardegna

I Malloreddus sono i tipici gnocchetti sardi: una pasta corta nata dall’unione di semola di grano, acqua e, in passato, zafferano, un ingrediente che viene usato sempre meno per la loro preparazione. Il loro nome significa “vitellini”, perchĂ©, secondo la tradizione contadina, la loro forma ricorda quella di un vitello appena nato, in realtĂ , perĂ², sono molto simili a delle piccole conchiglie con la pancia rigata, una decorazione realizzata attraverso l’uso di cesti di paglia diffusissimi in Sardegna e chiamati ciuliri.

Come provarli: i malloreddus piĂ¹ tradizionali sono preparati alla campidanese, con il ragĂ¹ di salsiccia, naturalmente con una spolverata di pecorino sardo.

martedì 23 ottobre 2018

Giro del mondo culinario: 10 hotel con ristoranti stellati per regalarsi un’esperienza da sogno

ROMA - Che gli italiani siano buongustai, è risaputo. E a quanto pare non sono disposti a rinunciare ai piaceri della tavola nemmeno in viaggio. Lo confermano i dati della piattaforma digitale per la ricerca di voli e hotel momondo.it, secondo cui il 15% dei viaggiatori tricolore sceglie la propria meta proprio in base all’esperienza culinaria che si aspetta di provare nel Paese di destinazione. Inoltre, quasi due terzi degli italiani (64%) in vacanza sono disposti a spendere di piĂ¹ per mangiare bene, mentre circa un terzo (31%) preferisce mangiare nel ristorante dell’hotel. Quale soluzione migliore se non regalare al proprio palato un’esperienza sopraffina, scegliendo un hotel con ristorante stellato? Ecco quindi la lista dei ristoranti premiati da visitare almeno una volta nella vita secondo momondo, per un viaggio all’insegna del gusto.

“L’esperienza culinaria è per molti un elemento chiave del viaggio e, soprattutto se si è aperti a provare le pietanze e le ricette tipiche locali, grazie alla cucina è possibile scoprire ancora meglio la destinazione che si sta visitando, addentrandosi in sapori, usi e culture diverse dalla nostra,” commenta una spokesperson di momondo. “Attraverso i nostri consigli vogliamo ispirare i viaggiatori italiani – rinomati cultori della buona tavola – a concedersi delle chicche gastronomiche per dare un sapore piĂ¹ speciale alla propria vacanza e renderla ancora piĂ¹ indimenticabile.”

HĂ´tel Plaza AthĂ©nĂ©e – Parigi, Francia

L’HĂ´tel Plaza AthĂ©nĂ©e con la sua eleganza disinvolta è riconosciuto come uno dei migliori alberghi di Parigi e il suo ristorante non è da meno. L’Alain Ducasse al Plaza AthĂ©nĂ©e si posiziona al 13° posto della classifica World’s Top 50 restaurants list. Con ben tre stelle Michelin, il ristorante dello chef Alain Ducasse offre interni spettacolari e sontuosi, che comprendono separĂ© curvi in acciaio inox e imponenti lampadari di cristallo. Il nuovo menĂ¹ è incentrato su ingredienti sani, biologici e sostenibili e include pesce, verdure e cereali.

Prezzo medio per un volo a/r per Parigi nel 2018 a partire da 56 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: febbraio

Park Hyatt Washington D.C. – Washington D.C., USA

Lo stile classico americano incontra il lusso al Park Hyatt Washington D.C.. A breve distanza dalla Casa Bianca e da molti dei principali monumenti cittadini, l’hotel rende omaggio alla storia e alla cultura americana, così come il pluripremiato ristorante al suo interno: il Blue Duck Tavern. L’ambiente casual-chic del Blue Duck Tavern punta sulla cucina americana semplice, dove l’abbondante cibo tradizionale è di casa. Un assaggio del contorno di patate arrosto al grasso d’anatra è d’obbligo, avendo cura di lasciare spazio per una fetta della celebre torta di mele, tanto amata dall’ex presidente Barack Obama, che continua a tornare qui per gustarla.

Prezzo medio per un volo a/r per Washington D.C. nel 2018 a partire da 329 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: agosto

PuLi Hotel and Spa – Shanghai, Cina

Nascosto dalla frenesia e dal trambusto del centro di Shanghai, il PuLi Hotel & Spa è un’oasi solitaria, nonchĂ© il primo resort urbano di Shanghai. Oltre a 193 stanze chic e spaziose, il suo servizio di maggiordomo attivo 24 /24 e una spa di fama mondiale, il PuLi ospita anche un ristorante stellato da poco rinnovato: il PHÉNIX eatery & bar. Lo Chef Michael Wilson è la mente che ha portato a nuova vita la moderna cucina francese del PHÉNIX: dall’assortimento di affettati di tenero vitello, chorizo spagnolo, salame e classici confit, fino a portate principali come spalla d’agnello e maialino da latte, perfetto da condividere in due o tre persone.

Prezzo medio per un volo a/r per Shanghai nel 2018 a partire da 368 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: agosto

ABaC Restaurant & Hotel – Barcellona, Spagna

Ex casa di un consolato americano e monumento architettonico protetto, l’edificio dell’elegante ABaC Restaurant & Hotel si trova in cima alle colline di Barcellona in Avinguda del Tibidabo. La sua posizione lontana dagli affollati quartieri turistici lo rende un luogo di evasione tranquillo nel cuore della cittĂ . A capo dell’ABaC Restaurant c’è il piĂ¹ giovane chef stellato spagnolo, Jordi Cruz, che ha ricevuto la sua prima stella a soli 24 anni. Cruz è specializzato nella cucina d’ispirazione catalana con un tocco moderno e ogni piatto è finemente ideato per intrigare i sensi.

Prezzo medio per un volo a/r per Barcellona nel 2018 a partire da 38 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: gennaio

COMO The Halkin – Londra, Regno Unito

Il raffinato hotel londinese COMO The Halkin è situato nel cuore del quartiere Belgravia, a pochi passi da Buckingham Palace e Hyde Park. Ognuno dei cinque piani di questo albergo dal design esclusivo ha come filo conduttore un diverso elemento, con arredi e combinazioni cromatiche che rappresentano l’acqua, l’aria, il fuoco, la terra e il cielo. Il suo ristorante con una stella Michelin, Ametsa with Arzak Instruction, trae ispirazione dall’acclamato ristorante a tre stelle Azark di San Sebastian, Spagna. In collaborazione con suo padre, la chef Elena Arzak crea un menĂ¹ in costante cambiamento composto da allegri piatti baschi fatti con gli ingredienti locali piĂ¹ freschi.

Prezzo medio per un volo a/r per Londra nel 2018 a partire da 39 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: giugno

The Yeatman – Porto, Portogallo

Costruito in cima a una collina a Vila Nova de Gaia con ampie viste sul fiume Duero, The Yeatman è il solo albergo a cinque stelle di Porto. The Yeatman è un lussuoso wine spa hotel con sauna, piscina panoramica interna a sfioro e con stanze che seguono il tema delle cantine portoghesi. Ponendo l’accento sul pescato fresco portoghese, gli ospiti possono scegliere tra una vasta selezione di pesce che spazia dalla tradizionale aragosta e gambero turco fino al piĂ¹ esotico sgombro e pesce scorpione, il tutto sapientemente abbinato a vini portoghesi.

Prezzo medio per un volo a/r per Porto nel 2018 a partire da 39 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: luglio

Belmond Hotel Cipriani – Venezia, Italia

Il Belmond Hotel Cipriani di Venezia è sicuramente nell’elenco dei posti preferiti dalle celebritĂ . L’esclusivo Oro Restaurant prende il nome dal soffitto a cupola in foglia d’oro, sontuosamente decorato con un lampadario elegantissimo e raffinato, fatto interamente di vetro di Murano. Solo gli ingredienti della piĂ¹ alta qualitĂ  vengono usati in cucina. Anche se il menu offre i classici italiani preferiti, tra cui pasta, manzo e maiale, sono caldamente consigliate la specialitĂ  a base di pesce e frutti di mare veneziani.

Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: febbraio

Hotel Okura Amsterdam – Amsterdam, Paesi Bassi

L'Hotel Okura Amsterdam, lussuoso 5 stelle superior di 23 piani con vista sulla cittĂ , rappresenta la scelta imperdibile per chi è alla ricerca di un viaggio capace di deliziare anche i palati piĂ¹ ricercati: infatti, non uno ma ben quattro i ristoranti stellati che ospita al suo interno. Il Ciel Bleu Restaurant regala la vista sulla cittĂ  dal 23° piano ed è stato insignito di due stelle, mentre il ristorante giapponese Yamazato Restaurant vanta una stella Michelin e serve la vera cucina kaiseki. Gli chef del ristorante teppanyaki Sazanka, anch'esso premiato con una stella, preparano le pietanze su una piastra calda direttamente al tavolo. Infine, Eletto Bib Gourmand, il ristorante Serre propone piatti internazionali a base di prodotti di stagione locali freschi.

Prezzo medio per un volo a/r per Amsterdam nel 2018 a partire da 79 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: gennaio

Grand HĂ´tel Stockholm – Stoccolma, Svezia

Al primo sguardo l’opulento Grand HĂ´tel Stockholm non sembra il tipo di posto che ospita un informale ristorante stellato, ma è esattamente così. Il moderno e rilassato ristorante Matbaren è il capolavoro culinario del quattro volte chef svedese dell’anno, Mathias Dahlgren – uno dei piĂ¹ celebrati d’Europa. Il menĂ¹ di Matbaren cambia costantemente a seconda degli ingredienti locali di stagione. Tra i piatti quasi sempre disponibili ci sono i panini al vapore, imperdibili per ogni buongustaio che si rispetti.

Prezzo medio per un volo a/r per Stoccolma nel 2018 a partire da 40 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: gennaio

Hotel Adlon Kempinski Berlin – Berlino, Germania

Questo prestigioso hotel a cinque stelle che vanta il suggestivo sfondo della Porta di Brandeburgo è pura espressione dell’eleganza, e il ristorante Lorenz Adlon Esszimmer è il suo fiore all’occhiello. Il ristorante è stato insignito di ben due stelle Michelin ed è il regno dello Chef de Cuisine Hendrik Otto e del famosissimo MaĂ®tre Oliver Kraft, che propongono piatti dell’alta cucina europea rivisitati in chiave moderna.

Prezzo medio per un volo a/r per Berlino nel 2018 a partire da 31 €. Periodo piĂ¹ conveniente per il soggiorno: luglio

mercoledì 17 ottobre 2018

Tripadvisor: ecco le 10 migliori pizzerie d'Italia

RENDE - Sulla base delle recensioni e opinioni dei buongustai TripAdvisor stila la classifica delle migliori pizzerie e delle migliori cittĂ  per la pizza in Italia. "Un po’ a sorpresa, la prima pizzeria della Top 10 è in Calabria ma sono Napoli e la Campania a confermarsi regine incontrastate della pizza: a buon intenditor…" commenta Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor in Italia.

A Rende è tutta… “N'ata Cosa” - “Assolutamente una delle migliori pizzerie in cittĂ , da provare almeno una volta, ma attenzione, potreste ritornare piĂ¹ e piĂ¹ volte” scrive un recensore a proposito di N’ata Cosa, pizzeria di Rende in Calabria, che si aggiudica lo scettro di miglior pizzeria italiana secondo gli utenti di TripAdvisor. Numerosi recensori la citano come vera pizza napoletana, a dimostrazione che la cittĂ  partenopea ispira i pizzaioli di tutta Italia. A Modena si trova invece la seconda classificata Pizzeria da Arturo e il terzo gradino del podio è occupato da Pizzeria 'O Sarracin di Nocera Inferiore. Anche il resto della classifica è un tour della penisola, isole comprese, da San Vito lo Capo (Pizza e Sfizi, 4/o) a Treviso (Pizzeria Spillo, 5/o), passando per Golfo Aranci (Pizzeria La Pecora Viziosa, 6/o), Torino (Fratelli Pummaro', 7/o), Avellino (Pizzeria Erreclub di Carmine Ragno, 8/o) e Giulianova (Pizzeria Dal Cilentano, 9/o) e chiudendo con Salerno (Pizzeria La Smorfia, 10/o).

Napule mille culuree… una pizza d’eccellenza - Da poco meno di un anno la pizza napoletana è Patrimonio dell’UmanitĂ  e la sua patria non smentisce questo importante traguardo: non solo Napoli risulta la cittĂ  dove mangiare la migliore pizza in Italia seguita da Salerno, seconda, e in quinta posizione da Avellino ma la Campania domina anche la classifica delle migliori pizzerie con ben tre ristoranti nella Top 10. Terza cittĂ  della pizza risulta essere Modena seguita da Treviso (4/a) mentre nella seconda parte della classifica si susseguono Trapani (6/a), Latina (7/a), Campobasso (8/a), Cosenza (9/a) e Cremona (10/a).

Centro e Sud Italia battono il Nord - Esaminando entrambe le classifiche, nonostante spazino su gran parte del territorio nazionale, emerge che il Centro e Sud Italia sono generalmente piĂ¹ apprezzati per la loro pizza, con solo Modena, Treviso, Torino e Cremona a rappresentare le pizzerie nordiche nelle due Top 10.

TOP 10 MIGLIORI PIZZERIE IN ITALIA

1. N’ata Cosa, Rende, Calabria
2. Pizzeria da Arturo, Modena, Emilia Romagna
3. Pizzeria 'OSarracin, Nocera Inferiore, Campania
4. Pizza e Sfizi, San Vito lo Capo, Sicilia
5. Pizzeria Spillo, Treviso, Veneto
6. Pizzeria La Pecora Viziosa, Golfo Aranci, Sardegna
7. Fratelli Pummaro', Torino, Piemonte
8. Pizzeria Erreclub di Carmine Ragno, Avellino, Campania
9. Pizzeria Dal Cilentano, Giulianova, Abruzzo
10. Pizzeria La Smorfia, Salerno, Campania


TOP 10 MIGLIORI CITTĂ€ ITALIANE PER LA PIZZA

1. Napoli, Campania
2. Salerno, Campania
3. Modena, Emilia Romagna
4. Treviso, Veneto
5. Avellino, Campania
6. Trapani, Sicilia
7. Latina, Lazio
8. Campobasso, Molise
9. Cosenza, Calabria
10. Cremona, Lombardia

sabato 13 ottobre 2018

Enogastronomia: Puglia 'Regione of the Year'


CAGLIARI - La Puglia è stata premiata ieri sera come “Regione of the Year” a Cagliari alla serata di Gala del Premio FOOD and TRAVEL ITALIA READER AWARDS che si è tenuta al Forte Village Resort. Sono stati i lettori di Food and Travel Italia, il magazine internazionale di enogastronomia editato in diversi paesi nel mondo, a votare la Puglia come regione dell’anno. Non solo; il Salento è stato premiato come territorio dell’anno e Lecce come destinazione 2018.Tanti gli operatori pugliesi della ristorazione e dell’ospitalitalitĂ  premiati nelle diverse categorie.

Questa la straordinaria motivazione del premio alla Puglia: “Il fiato si sospende ad ogni sguardo: tutto è armonico splendore accostato a sapori, aromi, essenze che ricordano il nostro amato territorio italiano. Storia, paesaggi, natura, borghi antichi che racchiudono patrimoni di inestimabile valore per l’umanitĂ : Locorotondo, i Trulli di Alberobello, Ostuni, Lecce, i magnifici tratti della costa salentina, le antiche masserie. Un itinerario immaginato ma non immaginario, perchĂ© le rocce si toccano con mano, le strutture architettoniche si presentano in tutta la loro bellezza, la natura decanta la sua possente presenza, il mare porta aliti di vento, il sole matura vigne e irradia gli uliveti secolari: siamo in Puglia e non vorremmo essere altrove.”

Emozionata e soddisfatta l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone che ha ritirato il premio alla Puglia: " La Puglia turistica sta vivendo un momento magico, di crescita, di capacitĂ  di attrazione, di riconoscimenti e di risultati che non sono espressi solo dai numeri positivi dei flussi turistici. I Premi ricevuti a Cagliari ci fanno sentire una grande squadra, fra Pubblico e privati, e ci emozionano. Non è tanto la quantitĂ  di premi ricevuti dai nostri operatori, pure davvero rilevante, ma le motivazioni che hanno accompagnato la vittoria, soprattutto della Puglia. E’ una soddisfazione che per un attimo non ci fa pensare, “ma c’è ancora molto da fare”, come di fatto è, ma ci fa solo sentire una grande squadra con i tanti pugliesi, anche giovanissimi, che si stanno dando da fare per migliorare, che, studiano, viaggiano, per capire come fare, e investono e ci rendono attrattivi, promuovendo tutta la stupefacente bellezza della nostra Regione”.

giovedì 27 settembre 2018

Al via il Festival della polenta

TRENTO - Sono ben undici le polente che ambiscono alla vittoria nel quarto Festival della Polenta di Storo, nella patria della farina gialla. Si presenta così la sfida all’ultimo colpo di Trisa (il mestolo della polenta) in programma domenica 30 settembre in Valle del Chiese, in Trentino, a cura della Pro Loco di StoroM2. In lizza undici gruppi di polenter della valle e delle aree circostanti: Dai Laghi d’Idro e di Ledro alle Dolomiti di Brenta.

Dopo tre edizioni il Festival della polenta di Storo si propone giĂ  come punto di riferimento in campo nazionale non solo sul piano gastronomico ma anche nel solco della valorizzazione dei prodotti tipici italiani: Tra questi un posto in prima fila merita per l’appunto la farina gialla caratterizzata da un passato, anche recente, sintomo di fame e di povertĂ , ed oggi assurta a regina delle tavole nell’alta gastronomia. Magari nella versione dolce della Mosa di recente rivisitata da Manuel Ferrari top Chef pasticcere d’Italia e originario proprio della Valle del Chiese.

Una visione riproposta al Festival dalla Polenta e Noci preparata dalla Confraternita della Noce del Bleggio o dalla Polenta delle Streghe cucinata con grano saraceno, formaggio, ortiche, castagne e… il segreto delle streghe, a cura dell’Associazione Fanti di Cimego. Ma a contendersi la Ramina d’oro saranno parallelamente la Polenta Carbonera (proposta dai dagli Alpini di Condino, dai Polenter di Storo e di Praso); la Polenta di Patate e Patate Cocia (preparata dal Circolo Culturale di Strada e dal Gruppo Polentari Val di Ledro); la Polenta Macafana (Pro Loco di Cimego); la Polenta e Rape (Pro Loco di Bondo); la Polenta Tiragna (Polenter Valle Sabbia) e la Polenta del Moleta (Gruppo Antichi Sapori Rendena). Lo scorso anno attirĂ² circa 8.000 di visitatori da Trentino, Alto Adige, Lombardia e Veneto.

Il Festival è inserito nel cartellone #MILKLIFE creato dal Consorzio Turistico Valle del Chiese per valorizzare gli eventi e le proposte legate alla ruralità locale: Malghe Aperte, Albe e Tramonti in malga, la Desmalgada di Boniprati e Mondo Contadino - Latte in Festa a Roncone.

Due i premi in palio in questa tenzone gastronomica. Quello legato al giudizio della giuria tecnica presieduta da Giampietro Comolli e che vede tra i giurati lo chef trentino Cristian Bertol, conosciuto per la partecipazione al programma di RAI1 La prova del Cuoco e che a Storo proporrĂ  il nuovo libro Cucina e Magia. E poi quello del voto popolare legato al giudizio di tutti coloro acquisteranno la tesserina per le undici degustazioni (costo 15 euro con vino e acqua). Lo scorso anno la vittoria assoluta andĂ² alla polenta Macafana di Cimego mentre il pubblico premiĂ² Polenta Carbonera di Condino (vincitrice assoluta 2016).
A dominare l’albo d’oro del Festival della Polenta sono stati sinora i polenter di Borgo Chiese (realtĂ  amministrativa nata dalla fusione di Condino, Cimego, Brione): nel 2015 con La Macafana di Cimego, nel 2016 con la Carbonera di Condino e nel 2017 con la Macafana di Cimego.

I ristoranti della zona proporranno poi nel fine settimana dei menĂ¹ degustazione dedicati al Festival. Tra le iniziative di contorno figurano il maxi paiolo del Calderon da Roncon, che per l’occasione preparerĂ  un piatto con polenta, spezzatino e Spressa delle Giudicarie, per chi vuole assaporare un pasto veloce e fuori concorso (Prenotazione presso Consorzio Turistico Valle del Chiese - € 10,00 con acqua e vino) e poi le degustazioni di Polenta e ‘npeverada a cura del Circolo Pensionati Dei Voi e di Polenta e Cocepì del Circolo Missionario.

mercoledì 6 dicembre 2017

Cucina: 'The Breakfast Journey', il giro del mondo a colazione

ROMA - Un viaggio di cucina in cucina, valigia alla mano. Un libro che è un biglietto di sola andata per risvegliarsi in un’altra cittĂ , in un altro paese senza cambi di fuso orario! Viaggio e cucina - dicono le autrici - sono le passioni da cui nasce questo libro che porta il mondo a casa nostra con uno spettacolare mix di immagini e illustrazioni.

Colazioni e brunch: come si iniziano le giornate nel resto del mondo? Cosa mangiano e bevono gli altri? Un modo fresco e coinvolgente per scorpire – attraverso le oltre 40 ricette – usanze, tradizioni e ingredienti degli altri paesi.

Piatti da ogni latitudine, per assaporare a casa le delizie provate in viaggio, o per scoprire i sapori ancora sconosciuti dei paesi che vorremmo visitare...o di quelli che non visiteremo mai!

Inizi dolci, salati, piccanti o profumati; classici come i biscotti e inaspettati come una zuppa speziata; colazioni fresche da luoghi esotici e colazioni caldissime da destinazioni gelide. Colazioni vegetariane o a base di carne; fragole e cocco, ma anche cipolle e patate...

Elisa Paganelli e Laura Ascari
The Breakfast Journey
Nomos edizioni

sabato 5 novembre 2016

Dalla cassata alla pizza al formaggio, così si mangiava a Pompei

Il terreno della Valle del Vesuvio era molto fertile e lo è tuttora. Sulle tavole dei pompeiani non mancavano frutta, dolci e vino. Il cibo cucinato aveva aromi tramandati fino a oggi. Ma ai pompeiani piaceva molto mescolare il dolce e il salato. Le pietanze venivano anche consumate nelle strade, infatti Pompei è piena di botteghe Per lo street food, che era molto diffuso. Anche oggi possiamo gustare quei sapori. Ecco come realizzare alcune antiche ricette pompeiane, rielaborati da Coldiretti per i nuovi percorsi legati al progetto Eat'Story, ogni martedì e sabato negli Scavi.

GLOBI (dolce) - Ingredienti: usare come formaggio la ricotta (preferibile) altrimenti il "primo sale" o un caprino; Farina di farro; Miele; Semi di papavero; Olio o sugna per la frittura.

Mescolare in parti uguali il formaggio e la farina di farro. Con questo impasto preparare tante polpettine. Versare dello strutto in una padella calda in cui friggere i "globi" da rigirare con due palette per favorire la cottura. Sollevare dalla padella e spalmere di miele, poi cospargere di semi di papavero.

CASSATA DI OPLONTI - In un affresco di un triclinio della Villa di Oplontis (Torre Annunziata) è raffigurato un dolce dalla incredibile somiglianza con una moderna cassata, il tradizionale dolce siciliano a base di ricotta e zucchero. Ecco una ricetta basata su ingredienti all'epoca. Ingredienti - Frutta secca tagliata a dadini: albicocche (150 gr), prugne (150 gr), uva sultanina (100 gr), datteri (a piacere). A parte tenere alcuni frutti interi per la decorazione; 600 grammi di miele; 100 grammi di noci spellate; 20 grammi di pinoli; 1,5 kg di ricotta di mucca; 150 grammi di farina di mandorle; Colore rosso per alimenti; Carta forno.

Passare in poco miele 100 gr di noci spellate e i pinoli fino ad ottenere una miscela caramellata consistente. Lasciar raffreddare e poi sminuzzare. Passare 1 kg e mezzo di ricotta vaccina al setaccio lasciandone 100 gr per la decorazione superiore. Mescolare il resto aggiungendo gradatamente 500 gr di miele fino ad ottenere una crema di dolcezza pari a quella della normale cassata. Continuare a mescolare fin quando la crema non diventa morbida e leggera. Aggiungere la frutta a dadini ed il caramello sminuzzato. A parte, impastare 150 gr di farina di mandorle con un po' di miele ed un po' di colore rosso da pasticceria in polvere così da ottenere una sorta di marzapane rosso. Foderare una teglia dal diametro di 30 cm con carta unta con olio > dalla parte interna. Stendere il marzapane rosso con un mattarello per ottenere una striscia con cui foderare i fianchi della teglia. Riempire il vuoto della teglia con la crema di ricotta ed infilare il tutto nel frigorifero. Lasciare riposare un giorno, poi sformare la cassata su di un vassoio staccando la carta delicatamente. Coprire la parte superiore con un velo di ricotta passata al setaccio e decorare con la frutta messa da parte.

LIBUM (PIZZA AL FORMAGGIO) - Ingredienti: 6 etti di formaggio; 3 etti di farina di grano tenero; 150 g di semola Il "libum" si prepara tritando bene nel mortaio 6 etti di formaggio; aggiungere 3 etti di farina di grano tenero o, se vorrai che sia piĂ¹ morbido, appena 1 etto e mezzo di semola, e mescolerai bene il tutto. Con questo impasto farai una pagnotta, la poggerai su foglie di lauro e cuocerai col coppo lentamente, in forno caldo.

OLIVE NERE IN AGRODOLCE - Si prepara una marinata composta da 3 parti di miele ed una di aceto, nonché un pizzico di semi di finocchiella, il tutto sufficiente a coprire interamente le olive. Nel caso non si avesse tanto tempo e si volesse gustare subito le olive, utilizzare una pirofila dove versare le olive. Preparare la marinata con 3 parti di miele ed una di aceto nonché con un po' di semi di finocchiella e versarla sulle olive, ma senza coprirle interamente.

SALA CATTABIA (BRUSCHETTA POMPEIANA) - Ingredienti: Pane casereccio (tipo integrale) in fette; acqua; aceto; 50 grammi di parmigiano grattugiato; 3-4 foglie di coriandolo verde o prezzemolo; 3-4 foglie di menta; pepe in polvere; 2 spicchi di aglio; 3 cucchiai di miele millefiori; 3 cucchiai di olio Evo.

Immergere le fette di pane in una bagna composta da due parti d'acqua ed una parte di aceto, facendo colare il liquido eventualmente in eccesso. Preparare in un frullatore una salsa con il parmigiano grattugiato, le foglie di coriandolo verde o prezzemolo, di menta, un pizzico di pepe, 2 spicchi di aglio (se piacciono), il miele e l'olio. Avrete realizzato una pasta (nel caso aggiungere un altro po' di olio o pochissima acqua) con cui spalmare le fette di pane.

sabato 17 settembre 2016

Bologna, al via il Festival del cibo e della letteratura

BOLOGNA - "Cibo e letteratura: una storia d'amore" è il tema della 4/a edizione di CondiMenti-Festival di cibo e letteratura, promosso dall'Unione Reno Galliera, in programma a Villa Salina di Castel Maggiore (Bologna) il 17 e 18 settembre.

Presentazioni di libri, laboratori, spettacoli e cooking show nelle due giornate: tra gli scrittori i giallisti Eraldo Baldini e Gianluca Morozzi, il regista Andrea Gropplero, lo chef-scrittore Leonardo Lucarelli, le blogger Martina Liverani e Francesca Sanzo e tanti altri. In programma anche incontri con grandi chef, da Massimiliano Poggi a Mario Ferrara, alla 'regina dei tortellini' Lucia Antonelli.
 
Nelle serate l'Arena di Villa Salina diventa un grande teatro all'aperto: sabato 17 "Cibami", spettacolo teatrale di Stefano Benni e Cinzia Villari interpretato da Tiziana Foschi; domenica 18 Giorgio Comaschi con il suo "La farina va 'ancora' in amore".
 
Comaschi sarĂ , insieme a Franco Trentalance, protagonista di vari momenti nei 2 giorni nei panni di 'padrini' del Festival.

lunedì 5 settembre 2016

Sardegna, sulle strade del torrone

TONARA - Non solo mare. La Sardegna è anche arte, paesaggi, artigiano. E torrone. Come quello buonissimo che si produce per tradizione tra i boschi di noci e di castagni della Barbagia e che fin dall'Ottocento veniva portato in giro per tutta l'isola da carretti che giravano di paese in paese in occasione di feste e sagre. La stagione migliore per approfittarne è quella primaverile, soprattutto a Pasqua. Ma qui, nel fresco delle montagne, tra una visita alla Casa Montanaru che fu del poeta Antioco Casula e una tappa al Museo del Gennargentu di Aritzo, val la pena di immaginare un itinerario anche per la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, degustando sapori fuori dal comune.
   
Punto di partenza in qualche modo obbligato è il piccolo centro di Tonara, avamposto occidentale del massiccio del Gennargentu a mille metri sul livello del mare. La capitale del torrone sardo è qui, fra le antiche case di pietra e i balconi di legno del paese che ospita una delle piĂ¹ importanti produzioni di questo dolce (il Torronificio pili che nella sua nuova sede ospita anche un piccolo museo dell'arte di fare il torrone) ma la cui economia è da secoli basata sull'artigianato dei tappeti e degli arazzi, nonchĂ© sulla lavorazione del legno.
   
La Sagra del Torrone si tiene il Lunedì dell'Angelo insieme con la sfida del Campanaccio d'oro, in cui gli artigiani del paese si sfidano nella realizzazione dei caratteristici campanacci per il bestiame. Da Tonara a Desulo, altro borgo montano sul versante occidentale del massiccio del Gennargentu, abitato fin dal Neolitico come dimostrano i molti nuraghi che si trovano nei suoi dintorni, come il nuraghe Ura 'e Sole, il piĂ¹ alto di tutta la Sardegna. A Desulo c'è da visitare il museo etnografico Casa Montanaru, che fu la casa del poeta ottocentesco Antioco Giuseppe Casula (1878- 1957), noto come Montanaru, tra gli autori piĂ¹ importanti della poesia in lingua sarda. E sempre nel borgo arroccato, tra ottobre e novembre, viene organizzata una manifestazione ("La Montagna produce") con banchetti per valorizzare e promuovere i prodotti della montagna, tra cui il tipico torrone di miele di corbezzolo e castagno, ma anche un concorso letterario con un premio intitolato proprio a Montanaru e riservato ai poeti sardi.
   
Terza e ultima tappa di questo piccolo tour cultural gastronomico puĂ² essere il centro di Aritzo, 800 metri sul livello del mare, dove oltre alle antiche case di pietra ci sono ancora gli edifici che ospitavano le carceri spagnole. Qui il Museo della Montagna Sarda o del Gennargentu conserva gli oggetti della cultura agricola e pastorale del paese e nei monti circostanti è tutto un rigoglio di lecci, roverelle e castagni, senza contare il monumento naturale Su Textile, formazione calcarea a forma di tacco che vale un passeggiata. Il torrone qui è fatto con noci e nocciole e vale certo l'assaggio insieme alla "carapigna", un delizioso sorbetto al limone realizzato con metodi tradizionali.

mercoledì 24 agosto 2016

Puglia, a Borgo Egnazia 'Cena a Quattro Mani'

SAVELLETRI - Lunedì 29 agosto l’incantevole scenario del Ristorante Due Camini ospiterĂ  un nuovo, speciale appuntamento con la rassegna Cene a Quattro Mani, esclusive collaborazioni “one dinner only” tra Domingo Schingaro, executive chef di Borgo Egnazia e i piĂ¹ importanti chef del panorama italiano.

Lo speciale appuntamento del 29 agosto vedrĂ  la partecipazione di Alfio Ghezzi, chef de cuisine della Locanda Margon Locanda Margon Locanda Margon il ristorante stellato di casa Ferrari a Trento, primo ristorante del Trentino e tra i migliori cento in Italia. 

Le pluripremiate bollicine Ferrari (Perlé, Maximum Demi-sec, Riserva Lunelli, per citarne solo alcune), scelte dal wine experience manager Giuseppe Cupertino, saranno il Giuseppe Cupertino punto di partenza per le reinterpretazioni e i sapori alla base del menu appositamente concepito e realizzato dagli chef Schingaro e Ghezzi. Ancora una volta, Borgo Egnazia sarà il luogo in cui si incontrano grandi talenti e in cui le eccellenze culinarie, della Puglia e di tutto il paese, vengono valorizzate.

Inizio cena alle ore 20. Prezzo: 95€ per persona, acqua, caffè e vini in abbinamento inclusi.

lunedì 25 luglio 2016

Viaggio alla scoperta dei migliori vini e cibi sardi

Al di lĂ  delle sue ben note bellezze naturali, la Sardegna è un vero e proprio paradiso per i golosi e, in modo particolare, per gli estimatori delle migliori produzioni vinicole nostrane: gli amanti della cucina mediterranea potranno qui allargare i propri orizzonti gastronomici, entrando in contatto con una tradizione culinaria incredibilmente gustosa e una gamma di vini dai sapori forti e decisi, che faranno la gioia degli appassionati, ma non solo. Un ideale itinerario alla scoperta del volto enogastronomico della Sardegna non puĂ² prescindere da quattro tappe in particolare: passiamole brevemente in rassegna.

Jerzu e Tortolì
Questi due pittoreschi paesi dell’Ogliastrino sono famosi per la qualitĂ  e la bontĂ  delle loro pietanze. Il primo è un borgo annidato tra verdi colline, ricamate da lunghe distese di vigneti, da cui si ricava una delle qualitĂ  piĂ¹ conosciute del vino Cannonau: il Cannonau Rosso DOC, con le sue note aromatiche intense e corpose, che ben si sposano con le prelibatezze tipiche della zona, come testimonia la “Cantina Sociale”, una tappa che consigliamo a chiunque trascorra le proprie vacanze in Sardegna. La vicina Tortolì, invece, è la meta ideale per chi vuole sperimentare le versioni piĂ¹ soft del Cannonau, insieme a un’ampia gamma di vini da aperitivo e da dessert, perfetto accompagnamento dei dolci tradizionali locali. Tra le prelibatezze da provare nella Provincia di Ogliastra, i “Culurgiones” meritano una menzione speciale. Si tratta di un particolare tipo di ravioli fatti in casa, con un ripieno di pecorino, patate e menta, nella loro versione tradizionale, o di porcini e formaggi locali. Oltre al gusto inimitabile, ciĂ² che li contraddistingue è la particolare procedura di chiusura a mano, che intrecciata su un lato, li rende simili a spighe di grano. Generalmente serviti con un sugo semplice di pomodoro che ne esalta i sapori, sono ottimi anche conditi con un filo d’olio e un pizzico di pepe.

Oliena e Mamoiada
Non rientreranno tra le mete in evidenza su portali come Yalla Yalla, ma chi li conosce sa bene quanto valga la pena fare un salto in questi due vivaci paesi della Provincia di Nuoro. Alle pendici del Monte Corrasi, Oliena è famosa per la pregiata qualitĂ  di Cannonau conosciuta come Nepente, omaggiata persino dal poeta D’Annunzio, come ricordano le etichette che decorano le bottiglie di questo vino prelibato. Mamoiada, nel cuore della Barbagia, è piĂ¹ nota per il ricco ventaglio di dolci tradizionali. Anche se tra i piĂ¹ apprezzati spiccano senza dubbio le "orilletas", una specialitĂ  a base di pasta sfoglia fritta ricoperta di miele, vi invitiamo ad assaggiare anche i ben piĂ¹ tipici dolci a base di “sapa”, una glassa ricavata da una lunga cottura del vino arricchita con zucchero, che viene anche proposta nella variante ricavata dal succo di fico d’India.

lunedì 21 marzo 2016

Good France, quando la primavera ha il sapore della nouvelle cuisine

Una celebrazione del bien-manger e dei piaceri della cucina francese: arriva nel primo giorno di primavera, il 21/3, la seconda edizione di Goût de France / Good France, la manifestazione che riunisce 1500 ristoranti nei 5 continenti per rendere omaggio alla gastronomia d'Oltralpe. In Italia a raccogliere l'invito saranno 70 locali, i cui chef offriranno ai clienti una cena dal menu interamente francese.
 
Anche gli ambasciatori, 150 in tutto il mondo, parteciperanno alla manifestazione con cene ispirate al tema Goût de France: a Roma per esempio, su invito dell'Ambasciatrice Catherine Colonna, la preparazione dei piatti sarà affidata ad Annie Féolde, chef-owner del ristorante Enoteca Pinchiorri di Firenze, nonché prima donna ad aver ottenuto 3 stelle Michelin in Italia e quarta donna al mondo. Non solo: per tutto il 2016 a Palazzo Farnese continueranno i rapporti conviviali tra Francia e Italia grazie al progetto Cucina aperta, in cui si invertiranno le parti e protagonista nelle cucine dell'ambasciata sarà la tradizione culinaria italiana.

Sempre il 21/3, Good France coinvolgerĂ  Consolati e Instituts français: a Milano lo Chef Christian Etienne, 1 stella Michelin, preparerĂ  un menĂ¹ speciale in collaborazione con Alessandro Buffolino, Chef del Principe di Savoia, mentre a Napoli per tutta la giornata si cucinerĂ  con l'Ordine dei Discepoli di Escoffier Campania, alla sede dell'Institut français di Napoli, "il Grenoble".
  

venerdì 18 dicembre 2015

Peperoncino mania, viaggio piccante tra mercatini e ricette tipiche

Rossi ma anche viola o marroni e addirittura neri. Dalle foglie verdi ma anche variegate o porpora. Il sapore? Piccante certo ma con mille sfumature e gradazione diverse. Il mondo dei peperoncini è davvero vasto e ricco di sorprese ePeperoncini, 32+1 varietà da scoprire scritto da Sandra Longinotti per Nomos Edizioni è un bel viaggio nel gusto con le carte d'identità delle varie specie e tante originali ricette che ne esaltano al massimo il sapore, nella vista grazie alle fotografie di Marino Visigalli e anche proprio in giro per l'Italia per mezzo della sezione dedicata ai grandi vivai e ai mercatini.

Un progetto speciale dedicato sia agli amanti e ai conoscitori delle specie, sia a chi desidera iniziare ad avvicinarsi a questi affascinanti frutti per la prima volta.

Tra le ricette (insalate, stuzzichini, primi, carne e pesce) non mancano nemmeno tre dolci davvero speciali e un'idea per un cocktail.

Non mancano le raccomandazioni (i peperoncini possono essere davvero molto piccanti, per cui bisogna proteggere sempre mani e occhi e non esagerare con le dosi le prime volte che si prova una ricetta). Infine i luoghi comuni e i miti da sfatare. Utilissimi anche per lasciare di stucco l'amico calabrese che sostiene che i frutti della sua terra sono i piĂ¹ piccanti del mondo. I calabresi sono considerati peperoncini mediamente piccanti con circa 30.000 SHU, attualmente il piĂ¹ piccante al mondo è il Carolina Reaper che puĂ² superare i 2.200.000 SHU.

sabato 12 dicembre 2015

Turismo: cucina sarda in tour per il mondo

OLBIA - Le eccellenze della Sardegna fanno il giro del mondo e si mettono in mostra grazie al progetto "Taste of Sardinia". I prodotti tipici e le professionalitĂ  sarde e della Costa Smeralda partiranno il 14 dicembre per Courchevel, rinomata localitĂ  sciistica dell'Alta Savoia in Francia, che ospiterĂ  la cucina dell'hotel Cala di Volpe.

L'iniziativa, illustrata oggi a Porto Cervo dal manager della Starwood Franco Mulas, punta a far conoscere all'estero i prodotti sardi e, ovviamente, andare a cercare nuovi clienti, oltre ad offrire nuove opportunitĂ  occupazionali anche durante la stagione invernale al personale che lavora nella catena a 5 stelle: la Starwood porterĂ  a Courchevel per quasi quattro mesi 12 cuochi e 10 camerieri. Dopo la Francia, anche Londra e Doha, in Qatar. "Siamo in trattativa per esportare questa esperienza a Doha, forse da marzo, e stiamo cercando di varcare l'oceano per arrivare sino a New York", ha spiegato Mulas.

Un modello vincente che viene riconfermato per il secondo anno consecutivo e che dalle Alpi francesi arriverĂ  quest'anno fino a Londra, nel ristorante Frescobaldi nel quartiere Mayfair, uno dei piĂ¹ esclusivi di Londra: dal 15 gennaio al 4 aprile il modello di ristorazione della Costa Smeralda sarĂ  la chiave della collaborazione con il ristorante londinese.

"Il nostro obiettivo è quello di creare nuova occupazione - ha aggiunto Mulas - e consentire ai nostri ragazzi di fare nuove esperienze di lavoro all'estero. Ovviamente dal punto di vista del marketing pensiamo che questi programmi ci consentiranno di trovare anche nuovi clienti finali per i nostri alberghi di Porto Cervo".

Saranno complessivamente 40 le persone occupate, di cui 22 a Courchevel. Un'attenzione per la formazione e lo studio che la Starwood ha deciso di incentivare anche con viaggi studio di un mese pagati per il proprio personale: dall'Inghilterra alla Russia, la Starwood dal 2010 fino ad oggi ha permesso a circa 170 giovani di intraprendere viaggi-studio della durata di un mese per migliorare la propria formazione e fare importanti esperienze all'estero.

lunedì 19 ottobre 2015

Gambero Rosso: viaggio tra i bar dell'anno

Il bar non rappresenta piĂ¹ solo il simbolo dello stile di vita italiano, ma anche luogo in cui si possono esaltare valori di salubritĂ , conoscenza dei prodotti e sostenibilitĂ  della filiera. E' con queste motivazioni che il Gambero Rosso ha eletto La Pasqualina di Almenno San Bartolomeo (Bergamo) come miglior bar d'Italia dell'anno: il premio è stato consegnato alla Triennale di Milano durante la presentazione della Guida Bar d'Italia del Gambero Rosso 2016.

La giuria ha riservato poi due menzioni speciali per Ariele di Conegliano (Treviso) e la new entry Viennoiserie Gian di Castiglione delle Stiviere (Mantova), che spiccano insieme al vincitore fra i 27 bar finalisti meritevoli di tre tazzine e tre chicchi per la qualità del locale e dei prodotti serviti. Sul lungo podio si segnalano tre nuovi ingressi: oltre al già citato Gian, lo Staccoli Caffè di Cattolica (Rimini) e Dolce Salato di Pianoro (Bologna), i quali condividono ex aequo anche il premio per il miglior bar italiano eletto in rete tramite voto popolare.

Il premio 'Sanbitter Aperitivo dell'anno' va invece a Il Pasticciottino di Gallipoli (Lecce). Fra le 13 'stelle' nominate quest'anno, locali che per 10 anni consecutivi hanno ottenuto il massimo dei voti, entra Di Pasquale di Ragusa. Fra i caffè storici e i bar dei grandi alberghi di eccellenza, infine, il Gambero Rosso introduce quest'anno da una parte il Gran Caffè Quadri di Venezia e dall'altra il Winter Garden Bar dell'Hotel St.Regis di Firenze e il Gabbiano e Fortuny dell'Hotel Cipriani di Venezia.

A livello regionale la Guida premia sopratutto il Nord (8 locali in Lombardia, 6 in Piemonte e Veneto) mentre al Centro e al Sud spiccano Emilia Romagna e Sicilia, entrambi con 5 bar da tre tazzine e tre chicchi. In totale, sono 80 le novitĂ  fra i 1300 indirizzi segnalati, ma l'innovazione principale di questa sedicesima edizione sta nell'introduzione di un capitolo dedicato ai locali europei che propongono il miglior espresso: 37 i bar selezionati nelle piĂ¹ importanti cittĂ  del continente, fra Monaco e Londra, Parigi e Barcellona.

"Le grandi catene di caffetterie americane ci hanno fatto un favore imitando l'esperienza italiana: hanno aperto un mercato dove i nostri produttori possono offrire 'the real thing'", ha commentato a proposito Andrea Illy. Il presidente di Illycaffè e partner della Guida ha anche commentato il successo del cluster del caffè di Expo, visitato oggi dal 10milionesimo visitatore: "Ne aspettavamo solo 4 milioni! Expo è stata la piĂ¹ grande celebrazione del caffè di sempre, per questo ci abbiamo creduto da subito e per primi".

giovedì 1 ottobre 2015

Sapori e colori, un pĂ² di Messico a Milano

Dall'insalata di cactus e croccante di tortilla alla torta di mais con crema di liquore al rompope. Dal pesce marinato al limone in aroma di avocado al filetto di manzo su specchio di salsa verde. Il Messico sbarca presso l’Eataly Smeraldo di Milano con una emozionante partnership culinaria fino al 4 ottobre. I clienti avranno l'opportunitĂ  di scoprire il motivo per il quale le pietanze e le bevande messicane sono tra le piĂ¹ popolari al mondo. Autentici prodotti messicani saranno disponibili per l'acquisto, e tutti coloro che vorranno gustare i sapori audaci della cucina messicana contemporanea potranno recarsi al ristorante Valcucine.

Dichiarata dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell'UmanitĂ  nel 2010, la gastronomia messicana conserva come suo fulcro stili e tecniche culinarie tradizionali. Ma oggi viene ridefinita da una nuova generazione di chef innovativi che la stanno portando a nuovi livelli sulla scena mondiale. Dai mercati vivaci alle ricche tradizioni, fino al moderno e creativo scenario gastronomico di oggi, il Messico è stato proclamato il paradiso dei buongustai. Oggi, infatti, ospita tre dei 50 migliori ristoranti del mondo, il che lo rende il quarto nella lista mondiale dei paesi piĂ¹ premiati, insieme all'Italia e al PerĂ¹.

Ai fornelli uno dei piĂ¹ noti chef messicani in Italia, Diana BeltrĂ n, famosa per i suoi piatti tradizionali messicani, serviti con un tocco contemporaneo. Avendo vissuto in Italia per oltre 30 anni, Diana ha aperto il suo ristorante “La Cucaracha” con grande successo nello scenario romano, ed è regolarmente invitata da entrambe le ambasciate messicana e italiana.

martedì 29 settembre 2015

Simposio 2015, gusti e sapori d’eccellenza

Di assaggio in assaggio, di sorso in sorso, come degli autentici esploratori di prelibatezze: così si scopre l'unicità della cultura alimentare italiana grazie a "Simposio 2015 Trionfo del Gusto", la manifestazione che celebra le realtà enogastronomiche del nostro Paese in programma il 3 e 4 ottobre a Roma, presso il Salone delle Fontane.

Proprio come un convivio di classica memoria, in cui il cibo si accompagna alla bellezza, la kermesse, giunta al suo quarto anno di vita, si configura come una vetrina tutta da degustare, tra incredibili profumi e succulenti sapori a disposizione del pubblico. Oltre 150 aziende da tutta Italia produttrici di prodotti enogastronomici - tra pasta, salumi, confetture e tartufi, miele, gelati e formaggi, distillati, riso, prodotti ittici e da forno, nonchĂ© gli immancabili olio e vino - parteciperanno a questa due giorni dedicata all'eccellenza culinaria, in un evento che vuole essere piĂ¹ di una semplice fiera ma un'occasione di incontro e conoscenza.

"Il nostro obiettivo è diventare una piattaforma di lancio e consolidamento per le tante piccole e medie imprese italiane che si occupano di cibo ad alti livelli ma che hanno scarsa propensione a investire e non riescono a uscire dallo stallo della crisi", ha spiegato Alessio Ranaldi, amministratore unico di TasteFactory, la societĂ  organizzatrice di Simposio, sottolineando di star giĂ  pensando per le prossime edizioni di prevedere un'ottica internazionale, anche extraeuropea, affinchĂ© le aziende possano proiettarsi fuori dallo Stivale. "Ma soprattutto - ha aggiunto - vogliamo impedire che resti nascosto ciĂ² che con fatica e dedizione viene prodotto e che è frutto di uno specifico territorio".

Nel programma della manifestazione oltre alla degustazione vera e propria negli stand, anche seminari e approfondimenti, e un angolo dedicato al Cooking Show, con due performance giornaliere degli chef Danilo Compagnucci e Nicoletta De Rossi: saranno loro, aiutati dagli allievi di un istituto alberghiero, a preparare con i cibi presentati dalle aziende una serie di piccoli assaggi, spiegando al pubblico ogni passaggio delle ricette. Tra le novitĂ  di quest'anno anche la presenza di Cacio-Pepe, realtĂ  dedita allo street food, e la prima edizione della competizione "Lusso e Gusto Awards", ideata da Katia La Rosa, con una giuria che premierĂ  la qualitĂ  delle aziende presenti all'evento.