giovedì 24 ottobre 2019

World Pasta Day: un viaggio nell'Italia della pasta, tra storia e curiosità

Amata in ogni sua forma, corta o lunga che sia: è la pasta, un primo piatto reso celebre dall’Italia e apprezzato in tutto il mondo. Ma anche all’interno dei nostri confini, sono tante le sorprese che può regalare la pasta: la nostra penisola, infatti, è ricca di specialità regionali, di tante tipologie che si differenziano per forma, lunghezza, grana e preparazione. In occasione del World Pasta Day, il prossimo 25 ottobre, Volagratis.com ha percorso il Bel Paese da nord a sud per un viaggio nel gusto alla scoperta dei tipi di pasta tipici di ogni regione italiana, dai bigoli veneti fino ai malloreddus sardi.

Ecco una selezione di 8 tipi di pasta, per tutti gli altri il viaggio continua su Volagratis.com.

Bigoli, Veneto

Tipici della cucina veneta, ma diffusi anche in alcune aree della Lombardia, i bigoli (o bigoi, in dialetto) sono una pasta lunga e ruvida, ideale per primi piatti dai sughi abbondanti. Pare siano nati a Padova nel 1600 dall’idea di un pastaio che aveva brevettato il macchinario per farli, mentre il loro nome deriverebbe dal termine dialetto “bigàt”, ossia bruco: forma e spessore ricordano proprio il piccolo animale.

Come provarli: dal più tipico ragù d’anatra fino ai sapori del veneziano o del rovigotto come i bigoi in salsa, preparati con sardine o acciughe e cipolla.

Pizzoccheri, Lombardia

Il paese di Teglio, in Valtellina, può vantare l’invenzione dei pizzoccheri: simili alle tagliatelle spesse di colore scuro,  si preparano con farina di grano saraceno, a cui si deve il loro colore grigio. Il loro nome sembrerebbe derivare dalla radice "pit" o “piz”, con il significato di “pezzetto”, oppure dalla parola pinzare, cioè schiacciare, riferito alla forma schiacciata della pasta. Altre ipotesi farebbero risalire la parola pizzoccheri al longobardo "bizzo", ovvero “boccone”.

Come provarli: nella ricetta tradizionale la pasta viene cotta insieme a patate e verze e poi condita con del burro fuso insaporito all'aglio e con il Casera, un formaggio di latte vaccino proveniente dalla provincia di Sondrio.

Agnolotti, Piemonte

Gli agnolotti sono una specialità di pasta ripiena tipica delle province di Asti e Alessandria, nella zona del Monferrato, in Piemonte. Sono sfoglie di pasta all’uovo di forma quadrata, ripiene di carne arrosto di maiale, coniglio e vitello. Per quanto riguarda il nome, secondo la tradizione popolare deriverebbe da quello di un cuoco monferrino, Angiolino, detto Angelòt, che avrebbe formulato la ricetta.
Come provarli: vengono tradizionalmente servite in brodo o condite con sugo di arrosto o ragù di carne.

Cappelletti, Emilia Romagna

In Emilia Romagna un tipo di pasta tipico sono i cappelletti: le sue origini sono ottocentesche ed il nome deriva dalla loro caratteristica forma che ricorda, appunto, quella di un cappello. I cappelletti si preparano tagliando a cerchi o a quadrati la sfoglia di pasta all’uovo farcita con un delizioso ripieno a base di carne o di formaggi. I cappelletti erano considerati simbolo di ricchezza ed opulenza e le famiglie più umili si concedevano questo piatto soltanto durante le festività, come Natale: per questo, augurare “cappelletti in tavola” significava auspicare prosperità.
Come provarli: in brodo o conditi con ragù di carne di maiale.

Bucatini, Lazio

I bucatini, tipici della tradizione laziale e in particolare romana, sono una pasta lunga caratterizzata da un foro nel mezzo realizzato grazie all’uso di un bastoncino con sezione tonda o quadrata. Pare che il bucatino fosse uno dei tipi di pasta più amati da Gioacchino Rossini e che il musicista avesse commissionato la realizzazione di una siringa d’argento creata appositamente per riempirli al meglio, soprattutto con il fegato d’oca, uno dei suoi cibi preferiti.

Come provarli: oggi si possono preparare con tanti sughi diversi, ma, se si viaggia nel Lazio, non si può non assaggiare un piatto di bucatini all’amatriciana, con guanciale e pomodoro.

Paccheri, Campania

Originari della tradizione napoletana, i paccheri sono un tipo di pasta semola di grano duro simili ai maccheroni, ma molto più grandi. Il termine deriva dal greco antico (“tutto mano”) che rimane nella lingua italiana come “pacca”, cioè lo schiaffo dato a mano aperta, ma senza ostilità: la pasta infatti ha una taglia superiore alla norma ed è generalmente accompagnata da condimenti saporiti.
Come provarli: in genere vengono accompagnati da sughi corposi, come il ragù, e possono anche essere farciti con la ricotta. Una ricetta tradizionale campana sono i paccheri alla sorrentina, conditi con un sugo a base di pomodori san marzano, mozzarella, caciocavallo, peperoncino, olio e basilico.

Orecchiette, Puglia

Tipiche della Puglia e della Basilicata, le orecchiette si preparano con farina, acqua e sale. La forma ricorda quella di piccole orecchie, da cui deriva appunto il nome; in dialetto barese sono tuttavia note anche come "L strasc'nat", termine che ricorda il metodo di preparazione con cui la pasta prende forma quando viene strascinata sul tavolo di lavoro. Le origini delle orecchiette tuttavia sono incerte: secondo alcuni provengono dalla Provenza e sarebbero state introdotte in Puglia dagli Angioini nel 1200, altri invece sostengono che si siano diffuse grazie alla dominazione svevo-normanna nel territorio di Sannicandro di Bari.
Come provarle: si condiscono con le cime di rapa, con un sugo di pomodoro al basilico, con la ricotta o con lo spezzatino di carne.

Malloreddus, Sardegna

I Malloreddus sono i tipici gnocchetti sardi: una pasta corta nata dall’unione di semola di grano, acqua e, in passato, zafferano, un ingrediente che viene usato sempre meno per la loro preparazione. Il loro nome significa “vitellini”, perché, secondo la tradizione contadina, la loro forma ricorda quella di un vitello appena nato, in realtà, però, sono molto simili a delle piccole conchiglie con la pancia rigata, una decorazione realizzata attraverso l’uso di cesti di paglia diffusissimi in Sardegna e chiamati ciuliri.

Come provarli: i malloreddus più tradizionali sono preparati alla campidanese, con il ragù di salsiccia, naturalmente con una spolverata di pecorino sardo.

martedì 22 ottobre 2019

Dolcetto o scherzetto? momondo svela le 10 destinazioni italiane più popolari per l’ultimo ponte del 2019


Alla domanda “Dolcetto o scherzetto?” gli italiani rispondono preparando la valigia e concedendosi qualche giorno per godersi l’ultimo weekend lungo dell’anno alla scoperta del Bel Paese. Per l’occasione, momondo.it, la piattaforma digitale per la ricerca di voli e hotel, ha analizzato i propri dati per scoprire la top 10 delle mete tricolore più apprezzate dai connazionali per il ponte di Ognissanti, con qualche suggerimento per riuscire a risparmiare.

“Per sfruttare appieno l’ultima pausa prima di Natale e per tuffarsi in nuove avventure, momondo ha identificato le 10 località made in Italy preferite dai viaggiatori dello Stivale: emerge che oltre alle evergreen Milano, Roma e Venezia, anche il benessere e l’arte giocano un ruolo fondamentale per gli italiani, che desiderano recarsi in località come Sirmione e Lucca” afferma Cristina Oliosi, spokesperson per momondo.it. “Grazie alle sue funzionalità intuitive e agli strumenti di ricerca, momondo è in grado di offrire, in pochi e rapidi passaggi ispirazioni adatte a ogni tipo di viaggiatore.

Sirmione batte le grandi città d’arte e scalza Milano e Venezia
Per questo 1° novembre, gli italiani scelgono Roma, capolista tra le mete più popolari, con le sue bellezze artistiche e le appetitose ricette della zona; mentre al secondo posto spicca Sirmione, la nota meta termale del lago di Garda, sinonimo di benessere da oltre 125 anni. La vacanza wellness sarà breve, in media una sola notte, ma consentirà ai viaggiatori tricolore di risparmiare circa fino al 24% rispetto al 2018. Al terzo posto invece c’è Milano, tra appuntamenti culturali e shopping, anche gastronomico; proprio in Lombardia, infatti, si può assaggiare il dolce tipico di Ognissanti, il “pan dei morti”, a base di biscotti sbriciolati, uvetta, fichi, mandorle e cannella.

 Top 10 delle destinazioni italiane preferite dagli italiani per il ponte di Ognissanti
Posizione
Destinazione
Prezzo medio a notte in hotel a 3 e 4 stelle
Variazione percentuale di prezzo 2019 vs 2018
1
Roma
83 €
-11%
2
Sirmione
81 €
-24%
3
Milano
90 €
-1%
4
Venezia
124 €
-9%
5
Lucca
147 €
10%
6
Firenze
102 €
-21%
7
Napoli
123 €
10%
8
Torino
116 €
22%
9
Riccione
35 €
-36%
10
Bologna
73 €
6%
Le mete tricolori più economiche per Halloween: Riccione e Bologna
Riccione (9° posto) e Bologna (10° posizione) sono le vere mete salva euro: giocano un ruolo cruciale i servizi per tutta la famiglia e la bellezza dell’entroterra della prima, che risulta la più economica di questo speciale ranking (si paga a notte il 36% in meno rispetto allo scorso anno). Mentre la vivace città delle torri, benché preveda un rincaro del 6% in raffronto al 2018, è la seconda meno cara di tutta la top 10.

Al contrario, Lucca (5° posto), affascinante per le sue mura percorribili anche in bicicletta, è la destinazione più costosa in classifica e per questo ponte di Halloween chiede un investimento di circa 147 € per notte (con un aumento percentuale del 10% rispetto al 2018).

Ma quali saranno le regioni più visitate? Oltre all’Emilia Romagna e la Lombardia si aggiunge la Toscana tra le più desiderate. Infatti, anche la zona del centro Italia sfoggia in classifica due mete, oltre a Lucca, fa capolino la vivace Firenze (6° posizione) dove assaggiare le “ossa dei morti”, i dolcetti tipici di Halloween, e dove si spende in media ben il 21% in meno rispetto allo scorso anno per dormire (circa 102 € a notte).

mercoledì 16 ottobre 2019

Open Tourism: quando il turista diventa parte della comunità

MATERA - Informazione e accoglienza al turista attraverso un nuovo modello che lo recepisca quale «cittadino temporaneo». Sulla scorta dell’esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, nella provincia di Taranto è stato avviato un progetto di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.

Si chiama «Open Tourism» e coinvolge l’Unione dei Comuni Terre del Mare e del Sole e cioè Avetrana, Fragagnano, Leporano, Pulsano, Maruggio, Lizzano e Torricella. Rientra nel programma europeo 2014-2020 Interreg IPA CBC Italia-Albania-Montenegro ed è allargato anche al Molise, con l’Unione dei Comuni delle Sorgenti del Biferno, alla Fondazione Città del Libro di Campi Salentina, all’Albania (attraverso il Comune di Fier e l’organizzazione Cedir) e al Montenegro con il Comune di Cetinje. Mission è sviluppare un nuovo modello di cooperazione pubblico-privato transfrontaliera che guardi ad un sistema di accoglienza diffuso.

L’idea di fondo è concepire il turista come parte integrante della comunità che lo ospita, attraverso un maggiore coinvolgimento degli operatori economici, sociali e culturali. Per tutti, nuovi strumenti e punti informativi: dagli itinerari tematici ai kit promozionali, e poi workshop con gli stakeholder, un contest, una piattaforma e un’App dedicata. Al centro, il potenziamento di un turismo esperienziale, ma anche più dinamico e in grado di soddisfare i bisogni dei visitatori, offrendo loro la possibilità di vivere appieno il territorio. «Per realizzare tutto questo- anticipano le realtà coinvolte- è necessario creare sinergie tra i territori e mettere in rete risorse e competenze, sviluppando strategie che coinvolgano le comunità. Siamo partiti lo scorso anno e ora la pianificazione è in una fase importante».

Da qui l’incontro aperto al pubblico organizzato per il prossimo giovedì 17 ottobre alle ore 17:00 nella sala consiliare del comune di Maruggio nel corso del quale saranno illustrati il modello di governance e le azioni che si stanno mettendo in campo, con particolare attenzione ai comuni del versante orientale della provincia di Taranto. I saluti istituzionali saranno affidati al presidente del Lead Partner, il sindaco di Maruggio Alfredo Longo, e al responsabile di «Open Tourism» Antonio Mezzolla. I dettagli saranno illustrati dallo staff tecnico del progetto Sarah Catelani e Alice Toni. Prevista anche un’analisi del territorio con particolare riferimento ai focus group, a cura del direttore del Gal Terre del Primitivo Rita Mazzolani.

giovedì 10 ottobre 2019

In viaggio con gli occhi di un local: 5 itinerari momondo per 10 Paesi

(Pixabay)
Gli italiani amano viaggiare e scoprire nuovi luoghi e quale miglior modo per godersi appieno un viaggio se non affidandosi a chi quel posto lo vive ogni giorno? momondo.it, la piattaforma digitale per la ricerca di voli e hotel, ha analizzato i propri dati per scoprire i 10 Paesi preferiti dai viaggiatori tricolore e per ognuno di questi ha selezionato le 5 destinazioni immancabili secondo gli abitanti del luogo.

Gli italiani volano verso il sogno americano
Il sogno americano è nel cuore degli italiani: gli Stati Uniti, infatti, sono al primo posto nella top 10 dei Paesi più popolari. Segue l’Europa, con ben sei Stati in classifica: la Spagna al 2° posto tra i desiderata degli italiani, il Regno Unito (4°), i Paesi Bassi (6°), la Francia (7°), la Germania (8°) e il Portogallo (9°). Non possono infine mancare sul podio le meraviglie “di casa”: lo Stivale è infatti al 3° posto in classifica. In questa speciale lista compaiono anche altre due mete a lungo raggio: Brasile e Giappone, rispettivamente alla quinta e decima posizione.

Le 10 destinazioni più popolari tra gli italiani
Posizione
Destinazione
1
Stati Uniti
2
Spagna
3
Italia
4
Regno Unito
5
Brasile
6
Paesi Bassi
7
Francia
8
Germania
9
Portogallo
10
Giappone

“I viaggiatori italiani adorano scoprire il mondo mettendosi in gioco e vivendo come gli abitanti del luogo, ovvero avvicinandosi il più possibile alle attività che prediligono i locali nei loro Paesi,” afferma Cristina Oliosi, spokesperson per momondo.it. “momondo, dunque, permette di cogliere spunti e suggerimenti su città ‘alternative’ grazie a consigli, semplici filtri e funzionalità, che indirizzano verso la vacanza più autentica possibile.”

In Italia irrinunciabili le città d’arte

Non ci sono dubbi per i connazionali su dove prenotare quando si tratta di spostarsi all’interno del proprio Paese. Il podio delle destinazioni più apprezzate vede in cima la capitale, Roma, subito seguita da Milano e Venezia. Irrinunciabili anche Firenze e Napoli (4° e 5° posizione), che regalano infiniti appuntamenti culturali e scorci da cartolina.

Ma se chiedessimo a statunitensi, spagnoli, portoghesi, tedeschi e brasiliani dei suggerimenti su dove andare per conoscere al meglio i loro Paesi, cosa consiglierebbero? Quali sarebbero i luoghi imperdibili che fanno venire voglia di preparare subito la valigia? In base alle sue ricerche hotel, momondo ha stilato la top 5 di ciò che ogni local ama della propria terra.

Gli statunitensi segnalano come imperdibili le metropoli simbolo della grandezza made in U.S.A.: New York, al primo posto, seguita da New Orleans, Orlando, Chicago e Las Vegas.

Per scoprire la Spagna più autentica, i suoi abitanti, suggeriscono la capitale, Madrid, l’antico paesino Benidorm, lungo la Costa Blanca, e Barcellona. Meritano una tappa anche Siviglia, in Andalusia e Santa Cruz de Tenerife, la città più moderna e cosmopolita delle Canarie. Gli abitanti del Regno Unito, invece, apprezzano soprattutto Londra e Manchester, dinamica ma meno frenetica della capitale. Al terzo posto indicano Liverpool, mentre chiudono la classifica Edimburgo e Blackpool, località balneare che affaccia sul mare d’Irlanda, rispettivamente al quarto e quinto posto. Per chi desidera avventurarsi in Brasile e scoprire il fascino della cultura locale, Rio de Janeiro, Gramado e Fortaleza sono le mete predilette dagli abitanti carioca, insieme a Porto Seguro e San Paolo.

Se si vogliono conoscere appieno tutte le sfumature dell’Olanda, non si può perdere Nes, uno dei villaggi delle Isole Frisone Occidentali. Tra le mete più caratteristiche del Paese ci sono anche Zoutelande, sul mare, Middelburg e ovviamente la capitale, Amsterdam. L’intramontabile regina del romanticismo, Parigi, è al primo posto tra le mete suggerite dai francesi, che amano prevalentemente le città del Paese, tra le quali Lione, Marsiglia e Nizza. Merita una visita anche Magny-le-Hongre, il piccolo comune situato nella zona della Senna. Per i tedeschi sono immancabili le città simbolo della cultura teutonica: Amburgo, Berlino e Dresda ai primi posti a cui fanno seguito Monaco e Colonia. Secondo i dati momondo, non ci sono dubbi, è la regione dell’Algarve il must see dei portoghesi, che suggeriscono in particolare Monte Gordo, Albufeira, Armação de Pêra, Quarteira e Portimão. I viaggiatori giapponesi che amano spostarsi all’interno dei propri confini, indicano nella loro top 5 rispettivamente: Tokyo, Sapporo, Fukuoka, Osaka e Kyoto.

martedì 8 ottobre 2019

Viaggi e sicurezza: Parigi si sta guadagnando la reputazione di capitale più insicura d’Europa

(ANSA)
ROMA - Nell’agosto del 2007 per il tentativo di un banale borseggio attuato da due malviventi perdeva la vita un mite giornalista sportivo leccese di TeleRama, Sergio Vantaggiato, che era andato in vacanza nella Ville Lumière con la famiglia. Si sa che le capitali di ogni paese sono le città a maggiore rischio criminalità ma Parigi ora ha raggiunto il primato di capitale più a rischio criminalità.

Non lo dicono le statistiche delle polizie ma il comitato Colbert che riunisce 75 tra le maggiori aziende del lusso tra cui Chanel, Dior, Louis Vuitton e altri marchi allarmati dai frequenti attacchi ai turisti nella capitale tra cui molti italiani da parte di criminali senza scrupoli. Oggi la polizia di Parigi ha mobilitato le sue forze per il furto di un orologio. La scelta è comprensibile se si viene a sapere che l’oggetto in questione vale 800mila euro e che si tratta del 71esimo orologio di lusso rubato da gennaio nel centro della capitale francese.

L’ultimo furto risale a lunedì sera. Un imprenditore franco-giapponese è stato avvicinato da un uomo fuori dal suo hotel cinque stelle vicino agli Champs-Elysees che, chiedendogli una sigaretta, gli ha sottratto il prezioso orologio svizzero Richard Mille, un Tourbillon diamond twister. Il ladro, un uomo di 1 metro e 80 con indosso un parka, ha strappato l’orologio ed è fuggito a piedi. Nella fuga ha perso il suo telefono, questo permetterà agli investigatori di avere molte informazione, oltre alle impronte digitali. L’hotel Napoleone offrirà inoltre le immagini di videosorveglianza. È stato proprio il direttore dell’hotel a trovare lo smartphone.

Il sindaco dell'ottavo arrondissement Jeanne d'Hauteserre ha spiegato che i furti di orologi e borsette preziosi «è ormai una piaga, non c’è settimana senza un incidente di questo tipo nei pressi di hotel di lusso o sedi di istituzioni». Il Comitato Colbert, ha esortato il Governo ad agire per debellare questa piaga sociale per garantire la sicurezza dei cittadini soprattutto dei turisti. Il Delegato Generale del Comitato Colbert, Elizabeth Ponsolle des Portes, ha dichiarato che la fuga dei turisti dalla capitale Parigi compromette i posti di lavoro. Siamo consapevoli, ha dichiarato inoltre, come il turismo estero è una manna per la nostra città e questa insicurezza è un attacco diretto contro il lavoro.

Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, invita i cittadini italiani a prestare la massima attenzione possibilmente viaggiando in gruppo ed evitando le periferie che sono i posti dove si annidano le gang criminali.

giovedì 3 ottobre 2019

8 borghi Bandiera arancione da scoprire in camper in autunno


L’Italia, da nord a sud, è ricca di borghi camper-friendly che aspettano solo di essere scoperti: ottobre, tra i sapori d’autunno e la natura che cambia colore, è un ottimo momento per farlo. In occasione di Caccia ai Tesori Arancioni, la grande caccia al tesoro lanciata da Touring Club Italiano che domenica 6 ottobre coinvolgerà 100 borghi Bandiera Arancione, Yescapa, il leader del camper-sharing in Europa, ha selezionato i paesi, tra quelli in cui è possibile partecipare alla gara, ideali per una gita a bordo camper. Un viaggio tra storia, arte, natura e sapori che coinvolge alcuni dei borghi più belli della penisola.

Cison di Valmarino (Treviso), Veneto

Cison di Valmarino, ai piedi delle Prealpi trevigiane, è un borgo ricco di bellezze storiche e artistiche, come il Museo della Radio d’Epoca o Castelbrando, la fortezza che con oltre 2000 anni di storia domina l’intero paese dall’alto. Il borgo bandiera arancione è una destinazione adatta anche agli amanti della natura grazie ai numerosi percorsi e sentieri che permettono di scoprire l’intera area a piedi, in bici e a cavallo. La Via dei Mulini, per esempio, sale dal centro storico fino alla Valle di San Daniele, mentre la Strada dei 100 giorni è circondata da colline ricoperte di vitigni destinati alla produzione di Prosecco Superiore Conegliano-Valdobbiadene DOCG, eccellenza del territorio.

Ozzano Monferrato (Alessandria), Piemonte

Arroccato su un colle nel cuore del Monferrato, Ozzano Monferrato  è circondato da vigneti che portano sulle tavole alcuni dei vini più pregiati del Piemonte, spesso conservati nei tipici infernot, le camere scavate sottoterra. Il borgo ruota intorno alla chiesa di San Salvatore, decorata con affreschi che risalgono al ‘500, e al suo campanile di 20 metri, entrambi in una posizione privilegiata che regala ai visitatori un panorama suggestivo. La rete sentieristica locale, inoltre, è nota non solo per la natura che attraversa, ma anche per il suo ricco patrimonio di archeologia industriale legato al passato minerario del territorio, raccontato all’interno del Museo del Cavatore.

Bagno di Romagna (Forlì-Cesena), Emilia-Romagna

A caratterizzare Bagno di Romagna sono le sorgenti d’acqua calda, un tesoro naturale scoperto già in epoca romana e che oggi è inglobato all’interno diversi centri benessere, perfetti per una pausa autunnale. Oltre alle bellezze architettoniche del centro storico, Bagno di Romagna è noto anche  per le opportunità che regala agli amanti della natura, trovandosi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: imperdibile il Sentiero degli Gnomi, un percorso che, secondo le leggende e la credenza popolare, è abitato da piccole creature fantastiche.

Fossanova (Latina), Lazio

Racchiuso nella suggestiva cornice dell’abbazia cistercense di Santa Maria, Fossanova è un borgo medievale costruito in gran parte grazie alla locale pietra calcarea, nonché un centro culturale vivace ricco di botteghe artigianali. All’interno dell’abbazia -  tesoro architettonico, storico e artistico risalente al IX secolo - c’è il Museo Medievale, dove si torna indietro nel tempo grazie a numerosi oggetti e reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici. Senza dimenticare che a Fossanova, nel 1274, morì anche Tommaso D’Aquino, tra i più celebri filosofi e religiosi dell’Italia medievale.

Montecassiano (Macerata), Marche

Montecassiano, dal nome del monte sul quale sorge, nacque intorno al castello di Santa Maria in Cassiano. Oggi il suo cuore è la piazza centrale, dove convergono le vie concentriche che attraversano il borgo e dove sorgono il Palazzo dei Priori e il Convento degli Agostiniani, con un chiostro di rara bellezza. Da inserire nell’itinerario anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, con le sue opere del XV secolo, e il Parco del Cerreto, a ridosso delle mura, che offre un bel panorama sull’area circostante. Ideale per un viaggio in camper nel mese di ottobre, quando Montecassiano ospita la Sagra dei Sughitti, un dolce tipico locale a base di mosto, farina di mais e frutta secca.

Valsinni (Matera), Basilicata

Al confine tra Basilicata e Calabria e non distante da Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, si trova il borgo di Valsinni, dove la storia si unisce alla mitologia: secondo la leggenda, il paese fu fondato con il nome di Lagaria da Epeo, costruttore del cavallo di Troia. I vicoli del borgo medievale si snodano ai piedi del Castello dei Morra e sono collegati tra loro dai caratteristici “gafii”, i passaggi coperti a volta tipici di quest’area. Valsinni, però, è anche un “comune da sfogliare”: è, infatti, sede del Parco letterario Isabella Morra, poetessa e figlia del feudatario del castello, considerata una delle voci più originali e autentiche della lirica femminile del ‘500.

Petralia Sottana (Palermo), Sicilia

Su uno sperone del versante meridionale delle Madonie, con  vista sull’orizzonte fino all’Etna, sorge il borgo medievale Petralia Sottana. Qui ha sede l’Ente Parco delle Madonie, il centro base per l’escursionismo da dove partono i numerosi sentieri che attraversano tutto il territorio tra dorsali e vallate e una delle zone più boschive del cuore della regione: ideale da scoprire in autunno, soprattutto a ottobre, quando Petralia Sottana ospita anche la Festa dei Sapori Madoniti d’Autunno, un viaggio nei sapori arricchito da musiche e spettacoli.

Aggius (Sassari), Sardegna

Aggius è uno dei centri più antichi della Gallura e uno dei cuori pulsanti delle tradizioni sarde: dal canto alla danza, passando per la tessitura e la lavorazione artigianale non solo del sughero, ma anche del ferro e del granito, usato in particolare per la realizzazione di case e chiese del centro storico. A due passi dalla suggestiva Valle della Luna, ricca di testimonianze che risalgono al Neolitico, Aggius ospita il Museo Etnografico Oliva Carta Cannas (MEOC), che conserva la memoria storica del borgo e racconta l’epoca del banditismo, numerosi laboratori artigianali dedicati alla tessitura dei tappeti e un percorso artistico contemporaneo che porta alla scoperta del centro storico attraverso le numerose porte dipinte con colori sgargianti e fantasie di ogni tipo.