sabato 4 febbraio 2017

Carmignano meta giusta per vacanze in Toscana

Quando si sente nominare Carmignano, comune della provincia di Prato in Toscana, la mente corre al nettare di bacco. È il vino il fiore all'occhiello del paese di origini etrusche che ha conquistato un pezzettino del rilievo del Montalbano.

Carmignano, protetto da san Michele- l'arcangelo che vinse il diavolo, deve molto all'uva che cresce puntellando con i suoi acini i vigneti che affondano le loro radici sui colli. Da chicchi corposi e succosi nasce il vino Docg divenuto simbolo di un lembo di terra forgiato dagli etruschi e che conobbe in epoca medioevale e poi moderna il suo fulgore.

Coccolata da una cinta muraria solida e compatta, Carmignano è spesso sinonimo della rocca che risale al X secolo e che resiste con eccellente tempra allo scorrere dei secoli. Il suo stato infatti, appare fulgido così come negli anni della sua creazione.

Una speciale vacanza in Toscana passa per la scoperta di borghi differenti, borghi poco noti e persino particolari.

La posizione strategica che ha reso Carmignano re della pianura fra Pistoia, Prato e Firenze, la rese spesso obiettivo di incursioni e cruente battaglie fra i vari Comuni che volevano renderlo proprio feudo. I primi, furono i pistoiesi che lo conquistarono nel 1125 e cominciarono la sua fortificazione. Arrivarono poi i fiorentini che ne diedero l'impostazione e fortificazione ancora attuale. La rocca che il Comune ha reso proprio poco meno di trenta anni fa – di preciso nel 1990 – è ora una sede di eventi culturali come mostre e incontri. Là dove i Medici resero il castello la loro dimora, oggi c'è dunque uno spazio espositivo.

All'Arcangelo che benedice Carmignano è dedicata una delle chiese più caratteristiche del paese del pratese: la chiesa di san Michele a Comeana. Che con la sua semplicità strutturale e architettonica, impera dal tredicesimo secolo.

Entrando ci si trova dinanzi alla tripartizione delle navate: la centrale leggermente più ampia rispetto alle laterali. Le tre navate con tribuna, hanno un elemento che le contraddistingue: la sobrietà. Le forme sono semplici ma trasmettono un senso di pienezza. Lo stesso che si avverte osservando la tela raffigurante l'Ultima Cena, attribuita a Cosimo Lotti e risalente ai primi anni del XVII secolo. L'ultima cena però non è il solo tesoro pittorico conservato nella chiesa, o meglio nell'attiguo oratorio. Perché è lì che è possibile ammirare i costumi della processione del Morto Redentore, che ogni anno conquista le vie cittadine nella sera del giovedì che precede la Pasqua e in cui si ripercorrono le tappe della Passione e morte di Cristo.

Zeppa di storia è la pieve di santa Maria e san Leonardo che condensa le modalità di architettura tipiche dell'epoca romanica dell'Undicesimo secolo in Toscana. La struttura è rimasta integra nel tempo e un restauro di poco più di 40 anni fa, ne ha valorizzato la cifra stilistica e architettonica. Al suo interno sono conservati un gruppo in terracotta del 1515 circa raffigurante la Visitazione e due statue in legno dedicate a Sant'Antonio abate e a San Leonardo.

Carmignano resta dunque un piccolo paese denso di storia, pieno di religiosità che in una vacanza può donare un'immersione nell'arte e nella storia.

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