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venerdì 23 febbraio 2018

Mostre: Guttuso a Torino per i 50 anni del '68

TORINO - Ben 60 opere di Renato Guttuso, provenienti da collezioni pubbliche e private, per celebrare i 50 anni del '68. Da domani - e fino al 24 giugno - saranno esposte alla Gam di Torino. "Questo è il momento giusto, nella città giusta, incline da sempre alla riflessione politica e sociale, e nel museo giusto per organizzare una mostra su Renato Guttuso".

Fabio Carapezza Guttuso, figlio adottivo del pittore morto nel 1987 e presidente degli Archivi Guttuso, spiega così l'iniziativa. "Ricordo quando il curatore Pier Giovanni Castagnoli e la direttrice del museo, Carolyn Christov-Bakargiev sono venuti a trovarmi - ha detto Carapeza Guttuso - e ho subito capito che questa mostra sarebbe stata importante. Ci sono mostre che possono parlare alla storia, ai loro tempi, al loro pubblico con una particolare forza e questa mi pare sia tra quelle. Renato Guttuso frequentĂ² certamente di piĂ¹ cittĂ  come Milano, Roma e Palermo, ma qui c'erano i fondamentali per lui. PiĂ¹ volte mi disse che il suo antifascismo militante gli derivĂ², in primis dalla frequentazione con Norberto Bobbio. A Torino si formĂ² un movimento di intellettuali che lui sentì molto vicino. Qui l'Einaudi gli chiese di pensare al logo dello Struzzo. Qui visse Massimo Mila che diceva che nelle opere di Guttuso si sentivano la musica, i rumori, le parole della gente, il vento, il brusio delle strade, gli slogan dei manifestanti, il pianto dei poveri".

"Questa mostra, ancora piĂ¹ di altre - dice Castagnoli - approfondisce il tema del rapporto tra arte e impegno civile, in un momento storico delicatissimo. Comunque non ci sono solo opere con soggetti politico e civili, una per tutti 'I Funerali di Togliatti', ma anche 'laiche', nature morte e paesaggi, che bene rappresentano la profonda poesia di Guttuso. Con questa mostra la Gam ha deciso di riportare fortemente l'attenzione su un pittore e intellettuale che per alcuni decenni è stato messo da parte e che invece ora sta tornando di forte attualitĂ  anche grazie alla pubblicazione, nel 2013, di tutti i suoi scritti da parte di Bompiani". "Abbiamo puntato molto su questa mostra - ha aggiunto il presidente di Fondazione Torino Musei, Maurizio Cibrario - per noi un'operazione importante. Guttuso era un pittore a tutto tondo, un intellettuale ma anche un artista poliedrico e 'puro', di grandissimo valore, come ci racconta la mostra". 

venerdì 12 agosto 2016

Ostana, 120 mila euro per balcone Monviso

OSTANA (CUNEO) - Con le sue borgate sparse, in posizione panoramica sul versante soleggiato della Valle, e una splendida vista sul gruppo del Monviso, è considerato tra i borghi piĂ¹ belli d'Italia. Eppure con appena 80 residenti - il piĂ¹ giovane, Pablo, ha sei mesi ed è nato dopo 28 anni dall'ultimo bambino - rischia di scomparire. Per questo motivo l'amministrazione comunale di Ostana, sulle Alpi cuneesi da cui nasce il Po, ha messo in vendita borgata Ambornetti, vero e proprio 'balcone naturale' che si affaccia sul 'Re di Pietra'. Su www.borghialpini.it è stato da poco pubblicato il bando.

Le proposte saranno aperte il 6 settembre: con una offerta minima di 120 mila euro è possibile acquistare la borgata in quest'angolo di Piemonte, a meno di 80 chilometri da Torino, dove la vita ha i suoi ritmi e le sue usanze. E dove si cerca di stare al passo con i tempi, ma senza tradire la montagna e la sua poesia.

"Nell'immediato dopoguerra - racconta il sindaco, Giacomo Lombardo - Ostana ha rischiato di scomparire. Erano rimasti in cinque. Ma in tanti, subito dopo la pensione, sono tornati. E, rimboccandosi le maniche, hanno deciso di far rivivere il paese".

L'arrivo del piccolo Pablo ha riportato un po' di ottimismo. "Ormai non ci speravamo piĂ¹ - scherza Lombardo - Per quasi tre decenni da queste parti non è nato nessuno. Anzi. Le persone andavano via, dirette a Torino o a Cuneo". Con Pablo, che adesso ha circa sei mesi, il paese ha riacquistato fiducia.

E ora vuole tornare ad essere anche un luogo produttivo. "Per noi questo bando significa riqualificazione culturale e ambientale e posti di lavoro", ribadisce il primo cittadino.

Nel 2009 è toccato alla borgata Sant'Antonio, dove, con due milioni di euro di fondi europei, è nato un centro culturale, con foresteria e ristorante. Adesso è la volta, appunto, della borgata Ambornetti. "Speriamo in un albergo diffuso", confida il sindaco, orgoglioso del suo comune, inserito sei anni fa nel circuito dei Borghi piĂ¹ belli d'Italia.

"Speriamo che questo percorso di valorizzazione di beni abbandonati sia di esempio ad altre realtĂ ", commenta Marco Bussone, vicepresidente dell'Uncem Piemonte. E se Ostana va all'asta, altri comuni erano addirittura finiti su ebay. Proprio Uncem, nel 2014, aveva inserito alcune localitĂ  montane sul canale piĂ¹ importante di vendita online. Ad iniziare da borgo Calsazio, in Valle Orco, a sud della Val d'Aosta; poi Lunella, a ViĂ¹ nelle Valli di Lanzo; e Gilli, a Perosa Argentina in Val Chisone. Le trattative sono ancora in corso, ma sino ad oggi sono arrivate piĂ¹ di duecento manifestazioni di interesse e contatti da tutto il mondo. Quanto basta a sperare di continuare a esistere. 

mercoledì 20 luglio 2016

A Torino le due Veneri del Botticelli

TORINO - Venere incontra Venere nella Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino. Un incontro unico, dal 19 luglio al 18 settembre, di due opere di Botticelli, entrambe datate 1490 ed entrambe ispirate all'omonima dea dipinta per la villa di Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici nel 1486 e oggi conservata al Musei degli Uffizi di Firenze.

Una vicina all'altra le due sorelle provengono l'una dalla torinese collezione Gualino, l'altra per la prima volte giunge in Italia dalla Gamaldegalerie di Belino. La Venere di Torino è già stata esposta in Cina, in Giappone e, insieme alla sua alter ego berlinese, anche a Londra e a Berlino.

L' evento, presentato dalla direttora dei Musei Reali Enrica Pagella, inaugura lo Spazio confronti della Galleria Sabauda dedicato ad allestimenti di dimensioni ridotte e, soprattutto, mirati a mettere in dialogo diverse opere d'arte. Il prossimo appuntamento il 29 settembre con Van Dyck incontra Giovanni Boldini.