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mercoledì 3 aprile 2019

Arte: Pollock e la tirannia delle forme

di CRISTINA ANTIFORA - Fino al 5 maggio potete visitare al Vittoriano la mostra del celebre artista che ha rivoluzionato il mondo dell’arte contemporanea con l’action painting: Jackson Pollock. Insieme ad altri artisti del suo tempo come Mark Rothko, Pollock portĂ² la pittura oltre quella “tirrania delle forme”, liberĂ² le tele nella piĂ¹ pura espressione. Ebbe una vita controversa e quando morì nel 1956 per via di un incidente stradale fu finalmente e ampiamente riconosciuto come uno degli artisti piĂ¹ importanti del suo tempo. Pollock ha cambiato definitivamente il vocabolario dell’artista, trascurando la forma e tutte le nozioni piĂ¹ tradizionali della composizione affinchè emergesse un regno che era allo stesso tempo sublime e originale. 

Sia oggi che durante il suo tempo, l’artista non fu ben compreso: si rimane quasi spiazzati davanti a quelle tele giganti e probabilmente la mancanza della conoscenza del suo background artistico e del suo percorso tumultuoso sono causa delle incomprensioni che circondano il lavoro di Pollock. GiĂ  dalla sua adolescenza, Pollock era impegnato per trovare il modo di esprimere artisticamente il tumulto che infuriava dentro la sua anima. CiĂ² lo portĂ² ad iniziare un lungo e spesso tortuoso viaggio, che lo trovĂ² presto immerso nell'arte indigena delle popolazioni oceaniche e africane, e in particolare quella dei nativi americani. 

Proprio per il suo interesse delle tradizioni popolari, non è sorprendente che Picasso sia emerso come l’influenza principale di Pollock. Come sia avvenuto il salto dalle tradizioni popolari alle tecniche audaci e concettuali, è davvero difficile da capire ma è importante dire che Pollock, in questo viaggio artistico, non è arrivato casualmente. La sua arte è il frutto di una dolorosa esplorazione di se stesso.

Vittoriano:
da lunedì a giovedì 9.30 - 19.30
venerdì e sabato 9.30 - 22.00
domenica 9.30 - 20.30

giovedì 4 ottobre 2018

Venezia, i 100 arazzi che hanno fatto la storia del '900

VENEZIA - Cento arazzi saranno esposti a Palazzo Zaguri a Venezia in un'esposizione inedita e originale con i Maestri del Novecento. Quando Vassily Kandinsky, precursore e fondatore della pittura astratta, nel 1925 dipinse Rosso, Giallo, Blu mai avrebbe immaginato che un italiano, innamorato dell'arte contemporanea, del suo quadro avrebbe fatto un arazzo talmente bello da sembrare un dipinto.

Il capolavoro dell'artista franco russo è il simbolo della mostra "Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo" che aprirĂ  i battenti l'1 novembre. L'esposizione avrĂ  come testimonial Vittorio Sgarbi, voce delle audio-guide che accompagneranno i visitatori in un percorso dove espressione artistica, artigianato di bottega e scuola trovano nell'arazzo l'espressione piĂ¹ preziosa e antica e, al contempo, mai così moderna e attuale. 

giovedì 12 luglio 2018

A Palermo di scena le opere di Jan Fabre

PALERMO - Sotto i riflettori sino al 4 novembre, Monreale e Agrigento una selezione di opere di Jan Fabre, artista di Anversa e protagonista delle scene dell'arte contemporanea. E' un itinerario di bellezza, quello dell'artista fiammingo, che con i suoi lavori incrocia e si confronta con alcuni dei luoghi piĂ¹ belli e storicamente importanti della Sicilia e del Mediterraneo: ad Agrigento, soprattutto il parco della Valle dei templi, ma anche la Biblioteca Lucchesiana, Santa Maria dei Greci, il chiostro del Monastero di S. Spirito e il Museo Archeologico; a Monreale, il complesso del Monastero costruito da Guglielmo II, oltre al Duomo, il chiostro e alcune sale appartenenti al Dormitorio dei Benedettini.

Curata da Joanna de Vos e Melania Rossi, "Jan Fabre, Ecstasy & Oracles" propone oltre 50 lavori realizzati fra il 1982 e il 2016: sculture in cera e in bronzo, disegni, film che documentano performance e mosaici di cangianti corazze di scarabei. Nel parco archeologico di Agrigento vi sono le opere piĂ¹ spettacolari, una serie di lavori di varia natura dislocati lungo la Via sacra in omaggio all'antica Akragas.

Vicino ai templi di Giunone e Zeus, s'incontrano due sculture in bronzo a grandezza naturale, "L'uomo che dirige le stelle" del 2015 e "L'uomo che dà il fuoco" del 2002, dove l'artista si autoritrae come un Prometeo contemporaneo che sfida le leggi della fisica, del tempo e degli dei, nel tentativo di proteggere la fiamma dell'arte destinata a forgiare la storia futura del mondo. Il Tempio della Concordia è l'ambientazione scelta per la proiezione su 5 grandi schermi di una performance che rievoca il dono profetico di Cassandra e i responsi divini della Pizia.
 
Sempre ad Agrigento, nei diversi siti, sono esposti disegni, video di performance e sculture, di queste ultime molte riprendono il tema della tartaruga, simbolo di immortalità e di saggezza. A Monreale, invece, Fabre vuole rappresentare il ciclo continuo di vita, morte e resurrezione attraverso lo "scarabeo gioiello", animale sacro e immagine di rinascita,con grandi pannelli a mosaico dal titolo "Vanitas vanitatum omnia vanitas" realizzati con corazze iridescenti, che si ricollegano idealmente ai mosaici del Duomo, e con i tre scarabei in bronzo recanti sul dorso, rispettivamente, una Croce latina, un ramo di alloro e un bastone vescovile. Nella Cappella di S. Benedetto nel Duomo, aperta al pubblico per la durata della mostra, è esposta la bella scultura in bronzo "L'uomo che porta la Croce" del 2015, che ritrae l'artista mentre tiene in bilico una Croce di 4 metri sul palmo della mano. Gli orari delle mostre sono quelli di apertura dei diversi luoghi espositivi.

lunedì 4 giugno 2018

Mostra Frida Kahlo chiude con record

MILANO - Si conclude con un record di presenze al Mudec di Milano la mostra monografica dedicata a Frida Kahlo. Con oltre 358.000 visitatori 'Frida Kahlo. Oltre il mito' entra nella top ten delle mostre piĂ¹ visitate di sempre a Milano, inserendosi al terzo posto, ed è in assoluto la mostra piĂ¹ visitata di sempre al Museo delle Culture dalla sua apertura nel 2015 ad oggi.

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, che ne è anche il produttore, e curata da Diego Sileo, la mostra ha registrato anche un altro primato, secondo quanto riferito dal Mudec: è stata per ben 11 settimane al primo posto tra quelle piĂ¹ visitate in Italia.