martedì 1 novembre 2016

Milano, in mostra 100 opere di Basquiat

MILANO - Uno dei più interessanti artisti della Seconda metà del Novecento, l'americano Jean-Michel Basquiat, è ricordato con una mostra dal 28 ottobre al 26 febbraio al Mudec-Museo delle Culture di Milano.
   
Morto nel 1988 a soli 27 anni per overdose, Basquiat ha potuto eseguire un numero limitato di opere. Appare pertanto eccezionale averne raccolte circa cento per questa rassegna. In massima parte provengono dalla collezione dell'imprenditore israeliano Josef Mugrabi, che aveva acquistato diversi lavori di Basquiat, dopo averlo conosciuto tramite il grande artista della Pop Art Andy Warhol, primo estimatore di questo ragazzo di colore, nato a New York da padre haitiano e madre portoricana e sempre rimasto in questa città.
   
Poco più che bambino, Basquiat era rimasto colpito dai giovani autori dei "graffiti" con cui venivano ricoperti i muri delle periferie di New York. Si era cosi unito a loro. Oltre che sui muri, dipingeva sui materiali di scarto che trovava nelle strade. A notare il suo talento fu Warhol, che lo fece conoscere nell' ambiente artistico della grande città americana. Si era all'inizio degli anni Ottanta e per Basquiat fu giocoforza iniziare a dipingere su tela, per rendere conservabili le sue creazioni. Rimane il rimpianto per tutto quello che è andato perduto delle precedenti opere.
   
Nei quadri di Basquiat si susseguono gli abbozzi di personaggi disperati, con cui egli voleva ricordare le sue origini, che riportavano alla schiavitù. Vi sono inoltre riferimenti al jazz, visioni infantili e semplici pittogrammi. I colori li portava sulla tela di getto, spesso strizzandovi sopra i tubetti direttamente. Nonostante i primi successi, Basquiat proseguì nella sua vita dissoluta, fino a venirne distrutto. La sua prima mostra, che lo consacrò a livello internazionale, avvenne quattro anni dopo la morte, al Whitmey Museum of American Art.

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