venerdì 16 settembre 2016

Black art, prima italiana per Betye Saar

MILANO - Apre il 15 settembre alla Fondazione Prada di Milano "Uneasy Dancer", la prima esposizione in Italia dell'artista americana Betye Saar, conosciuta per il suo lavoro di assemblaggio e per aver fatto parte del Black Arts Movement, il lato artistico del Black Power movement.

La mostra riunisce più di 80 opere tra installazioni, assemblage, collage e lavori scultorei creati tra il 1966 e il 2016, dall'artista americana, oggi novantenne. Nell'opera ricorrono l'interesse per il metafisico, la rappresentazione della memoria femminile e l'identità afroamericana. Come sostiene Saar, la sua arte "ha più a che fare con l'evoluzione che non con la rivoluzione, con la trasformazione delle coscienze e del modo di vedere i neri, non più attraverso immagini caricaturali o negative, ma come esseri umani".

Attraverso l'uso di materiali di recupero, memorabilia personali e immagini dispregiative che richiamano storie negate o deformate, Saar sviluppa una potente critica sociale che sfida gli stereotipi razziali e sessisti radicati nella cultura americana.

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