venerdì 26 agosto 2016

In Toscana, alla scoperta della Sassicaia

Oggi la redazione di Radiomania vola nel livornese, esattamente a Bolgheri, dove a pochi passi dal Mar Tirreno sorge Tenuta San Guido, casa del celebre Sassicaia. A riconoscerlo come vino degno di nota fu nel 1985 il critico Robert Parker. Parker apprezzò così tanto questo vino che, secondo lui, l'Italia poteva finalmente dirsi al pari della Francia.

Il Sassicaia è stato però recentemente al centro di un aspro dibattito. Alcuni lo hanno brutalmente definito "parkerizzato", cioè ideato per degustatori d'oltreoceano e non per gli italiani. Evidentemente, però, la dura critica non riguarda il vino in sè, quanto il contesto in cui fu mossa. Infatti, in un recente evento di Slow Food Italia dedicato a questo vino, è sorta una protesta riguardante questi eventi, che pare vedano favorire sempre e solo le etichette più note, lasciando in secondo piano i vini meno conosciuti.

La produzione della Doc Bolgheri Sassicaia vede intervenire al 15% il Cabernet Franc, affiancato dal Cabernet Sauvignon. Ambo i vini godono di un pregiato terroir: ben 75 ettari, caratterizzati da zone calcaree ricche di sassi e rocce argillose. Per i suo invecchiamento ci si affida alle barriques di rovere francese e lo stesso dura in media ventiquattro mesi, per poi essere affinato in bottiglia. In particolare, l'annata targata 2013 presenta un particolare colore rosso rubino, mentre all'olfatto porta sfumature mentolate e fruttate.

Infine, restando nell'ambito delle produzioni della Tenuta San Guido e andando oltre il Sassicaia, troviamo un altro vino. Nato dall'incontro fra Merlot e Cabernet Sauvignon, nel 2000 è stato ideato il Guidalberto, ottimo per chi intenda avvicinarsi maggiormente al mondo della Doc Bolgheri Sassicaia.

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