venerdì 1 aprile 2016

Il mito di Missoni in mostra a Londra

LONDRA - Un omaggio allo stile Missoni, inconfondibile tra mille, come pure agli artisti del '900 che ne hanno influenzato le creazioni, segnate da un originale caleidoscopio di colori. E' annunciato come uno degli eventi dell'anno del Fashion and Textile Museum di Londra la mostra organizzata dal MAGA di Gallarate in collaborazione con Woolmark che dal 6 maggio prossimo offrirà anche al pubblico della capitale britannica, e alle legioni di turisti e visitatori che la frequentano, il racconto per immagini, opere e oggetti dell'avventura umana e professionale di Ottavio Missoni e dell'inseparabile moglie Rosita.

Una storia a due durata oltre mezzo secolo e che proprio a Londra prese le mosse: quando nei giorni delle olimpiadi del 1948, a cui il futuro designer partecipava correndo i 400 ostacoli sulla pista di atletica leggera, 'Tai' Missoni conobbe in riva al Tamigi la donna della sua vita. Colei con la quale lui, profugo dalmata italiano di Dubrovnik (Ragusa), si sarebbe lanciato di lì a cinque anni, vicino a Varese, nell'attività di maglieria destinata a diventare un marchio planetario: firmato da un tandem di pionieri di un concetto - il made in Italy come segno distintivo di eccellenza - di cui oggi Missoni è tra i simboli nel mondo.

La mostra, intitolata Art Colour, vuole essere una celebrazione di un modo di vestire che è stato anche un modo di vivere: fatto di colori intrecciati, di motivi a zig-zag, di strisce, di onde, di patchwork, di combinazioni geometriche o floreali. Ma oltre a 60 anni di moda mette in scena i capolavori di artisti modernisti che ispirarono la fantasia e le mani di 'Tai': da Sonia Delaunay a Lucio Fontana al futurista Gino Severini.

Un viaggio a 360 gradi nel colore, secondo Celia Joicey, direttrice del Fashion and Textile Museum, che sintetizza così le aspettative dell'evento: "Si tratta della prima esibizione importante per esplorare lo stile iconico della maison Missoni, in un mix fra moda e arte che affascina sempre e che, in questo caso, sottolinea l'importanza del dialogo fra artisti, designer e industria nell'Italia del dopoguerra". Un viaggio in un percorso di creatività e cura dei dettagli da riscoprire anche a beneficio del presente e del futuro.

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