martedì 3 novembre 2015

Nasce il catasto nazionale dei sentieri

Un tassello in più verso quell'Italia dei percorsi che sta crescendo a suon di camminatori e viaggiatori curiosi di conoscere, ma anche attenti all'ambiente e al paesaggio. È il primo Catasto nazionale dei sentieri che nasce oggi con il Protocollo di intesa per la valorizzazione della rete sentieristica e dei rifugi montani per un turismo sostenibile e responsabile, firmato dal ministero dei Beni culturali e del Turismo e dal Club Alpino Italiano. Un atto - spiega il ministro Dario Franceschini - che formalizza e rende permanente una collaborazione consolidata e antica tra il Mibact e un'associazione gloriosa come il Cai, puntando a "un modello di turismo sostenibile, intelligente, rispettoso" e su quell'idea del Paese come "museo diffuso" per "la valorizzazione di tutte le parti d'Italia meno conosciute. C'è un patrimonio antico e conservato con cura - prosegue Franceschini - fatto di sentieri montani in mezzo a panorami straordinari. C'è addirittura il sentiero Italia, lungo 6.000 chilometri, che percorre tutta la Dorsale appenninica. Con questo protocollo diventerà sempre più patrimonio di conoscenza pubblica e a disposizione di tutti", aggiungendo "un altro tassello a quel turismo dei percorsi" fatto di cammini (soprattutto in vista del Giubileo), piste ciclabili ed equestri, ferrovie storiche lungo i quali valorizzare e trasformare in luoghi di ricezione stazioni, fari e anche case cantoniere in collaborazione con Anas e Demanio. "Ce ne sono anche su passi appenninici meravigliosi, un po' più in basso dei rifugi, in mezzo ai boschi", incalza Franceschini, "emozionato" anche nel ricordare quando da bambino ricevette dal padre e dal nonno il suo primo tesserino di socio Cai. "Vogliamo che l'offerta culturale del Paese si moltiplichi - dice - e il catasto dei sentieri diventa così il luogo permanente della memoria e conoscenza". Il Protocollo, di validità triennale, considerati i "65.000 chilometri di sentieri percorribili a piedi" in Italia e l'attività del Cai che "gestisce 774 rifugi e bivacchi per un'offerta di 21.500 posti letto", prevede oltre alla nascita del catasto dei sentieri anche la promozione "in ambito nazionale e internazionale dell'offerta di turismo sostenibile", una collaborazione "con le Regioni per una uniformità della segnaletica sentieristica a livello nazionale" e "un accordo con l'Anci sulla manutenzione di sentieri e rifugi". "Da 152 anni e con 310.000 soci oltre a migliaia di accompagnatori ed istruttori - dice il presidente generale del Cai, Umberto Martini - noi lavoriamo per portare sempre più persone in montagna, perché si ama e si difende ciò che si conosce. Sappiamo poi che così si trasmette anche la tradizione dei luoghi, compresa la gastronomia e tutta la filiera delle attività". Potrà essere questo un primo passo anche verso un catasto dei cammini? "Mi piacerebbe - risponde Franceschini - che questo patrimonio del soccorso alpino che gestisce il Cai fosse esteso anche a tutto il settore dei cammini. In Italia, però, il settore dei sentieri è molto più avanti rispetto a quello dei cammini, che in alcuni casi vanno ancora addirittura tracciati. Bisogna incrociare la rete e renderla unica e sicuramente in prospettiva pensare a un catasto di tutti i cammini d'Italia"

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